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Tony Servillo

 Schivo, estremamente professionale, attento alla forma con cui si esprime, Tony Servillo presenta il programma di cui è protagonista da questa sera su Rai5. Si tratta di Tony Servillo a teatro: Ritratto di un attore da Oscar. Sei puntate in prima serata, un progetto di lettura teatrale, un excursus esaustivo nel teatro europeo e napoletano attraverso gli anni. Questa avventura è supportata dalla compagnia teatrale "Teatri riuniti" che egli stesso ha fondato 15 anni fa.

Il programma va da Le false confidenze di Marivaux alla trilogia della villeggiatura di Goldoni fino ad una delle più celebri commedie di Eduardo De Filippo Sabato, domenica e lunedì la cui regia è stata curata da Paolo Sorrentino.

A Napoli, in particolare, l'attore dedica un omaggio con "Servillo legge Napoli" e "Bagattelle teatrali". Le sei puntate su Rai 5 prevedono, all'inizio di ogni rappresentazione, un intervento dell'attore che illustra lo spirito di quanto sta andando in scena.

"Sarà un intervento realizzato senza alcuna concessione ad un ipotetico linguaggio televisivo. Io racconterò e spiegherò la pièce come va fatto da un punto di vista teatrale e culturale" dice Servillo.

"Questo programma", sottolinea l'attore, "può essere lo spunto per una serie di riflessioni in un mondo frenetico che ha perso il gusto della qualità. E mi riferisco in particolare ai giovani che stanno per ore dinanzi al computer".

Servillo svela a questo proposito di aver gradito molto le sonate di Beethoven dirette dal maestro Riccardo Muti andate in onda proprio su Rai5. Un esempio di divulgazione della musica colta che, sottolinea, è possibile proprio grazie all'emittente del digitale terrestre free.

Il premio Oscar per La grande bellezza ci tiene a precisare che "il teatro e il lavoro dell'attore sono il risultato di una scelta che comporta studio, approfondimento, fatica, aggiornamento".

"Ai giovani bisogna far arrivare il messaggio che non si può ridurre tutto al talento che è effimero e può anche sparire. quel che conta è l'impegno nel confrontarsi con la complessità delle opere drammaturgiche".

"Il vero attore, invece, deve faticare e studiare. E il talento deve essere al servizio di tesori come quelli di Eduardo De Filippo, solo per citare un esempio. E non deve essere invece sterile amministrazione di capacità venute dal Padre Eterno".

Servillo precisa a proposito: "io mi sono formato seguendo con attenzione ii cicli che la Rai ha dedicato ad Eduardo in prima serata.

Poi ironizza: "certo, per vedere questi prodotti adesso si è costretti a guardare la tv di notte oppure alle cinque del mattino".

Ma Servillo non vuol essere etichettato come "attore da Oscar". Infatti commenta: "sono soltanto un attore che ha partecipato ad un film bellissimo che ha conquistato l'Oscar grazie al suo regista Paolo Sorrentino".

E a proposito di Sorrentino, dice: " Paolo ha portato la sua macchina da presa sul palco a Napoli. E ha girato con noi. Ha anche effettuato una diretta televisiva con il pubblico di Le voci di dentro (andato in onda lo scorso anno su Rai1).

In questo modo cinema e tv si avvicinano moltissimo conclude Servillo che svela di seguire sul piccolo schermo solo i programmi in informazione. "A volte trovo che mostrino un giornalismo di inchiesta molto interessante e affascinante".

Ultima modifica Sabato, 07 Novembre 2015 16:55
Marida Caterini

Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni  critico televisivo de Il Giornale d’Italia  con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama.

Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino,  Il Giornale.

Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione,  organizzato dall’Università La Sapienza di Roma.

Ha vinto  il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. . E stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana,  un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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