Musica colta in tv: il rilancio passa per il Santa Cecilia in volo e L’Opera- camion


Nuova puntata della nostra inchiesta nel mondo della musica colta per il rilancio in tv

 Nuova puntata della nostra inchiesta sul rilancio della musica colta in tv. Il vento del nuovo improvvisamente ha preso a soffiare impetuoso sulla musica classica. Dopo i concerti dell’ensemble del Teatro dell’Opera sulla MetroC a Roma, dopo il Donizetti delle compagini della Scala all’Aereoporto della Malpensa a Milano, ripresi rispettivamente da Radio 3 e Rai5 con notevolissimo gradimento di pubblico, eccoci ad un dolce appena sfornato: “S.Cecilia in volo”.

Sì: il maestro Antonio Pappano, appena sceso a Roma dall’aereo per l’appuntamento cameristico del 17 dicembre in Sala Sinopoli al Parco della Musica, ha improvvisato al Terminal 1 dell’Aeroporto di Fiumicino un concerto col violino di spalla dell’Orchestra di S.Cecilia Carlo Maria Parazzoli. Insieme hanno eseguito un movimento della “Sonata n.2 per violino e pianoforte op.100” di Brahms, e a seguire una “Csárdás” di Vittorio Monti: è stato l’inizio della neo-stagione “S.Cecilia in volo” all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Ogni giovedì, a partire da oggi  17 dicembre, alle 13,30 nell’area di imbarco B e D, concerti ‘diffusi’ e tenuti dalle compagini ceciliane si succederanno sino a maggio. All’anteprima del M° Pappano seguirà quindi oggi il concerto di musica di Haydn e Liszt del pianista Umberto Laureti, dei corsi di alto perfezionamento dell’Accademia.

La stagione proseguirà con i concerti della Cantoria di S.Cecilia, della Juniorchestra, del pianista Leonardo Pierdomenico, degli Ensemble ora di ottoni, ora di fiati della Juniorchestra, le Voci bianche e altro ancora. 

Il maestro Pappano

Forse sarebbe opportuno chiamare la rassegna “S.Cecilia in volo” piuttostto “S.Cecilia nei voli”, visto che il suono orchestrale si confonderà con quello molto ravvicinato dei motori degli aerei: ma tant’è, quello che conta è la novità. E pare che al momento conti molto:  è il parere anche di Mario Tronco, casertano, direttore e fondatore della ormai celebre Orchestra di Piazza Vittorio – si è esibita a Parigi, Atene, Mannheim, Amsterdam, Toronto, Buenos Aires, Helsinki e non solo, formata da talentati strumentisti di etnìe e lingue diverse, giunti alla musica per vie a volte traverse.

Ma Mario Tronco ha valorizzato e coltivato per anni queste energie, riuscendo a mettere in luce le varie personalità, non di rado prepotenti e positive, creando un universo musicale nuovo, alternativo, in cui sulla preparazione accademica  prevale un insopprimibile e vincente forza espressiva.

L’Orchestra di Piazza Vittorio, che ha partecipato a molti programmi televisivi, è arrivata anche al Teatro dell’Opera – nella stagione di Caracalla 2014 ha presentato una sua “Carmen” che, ancor più perfezionata, ha aperto la stagione della Filarmonica Romana nello scorso ottobre –  ed oggi al Teatro Olimpico di Roma la specialissima Orchestra si accinge a mettere in scena “Credo”, un ampio oratorio interreligioso sul tema.

Perciò  possiamo rivolgere a Mario Tronco la fatidica domanda. Qual è il segreto per il successo planetario, anche a livello televisivo, di una compagnia e di un’opera musicale classica? “Dovrei rispondere subito che all’estero non è così. I giovani frequentano assiduamente le sale da concerto e i teatri lirici, soprattutto in Germania: in Italia invece la musica classica è avvertita come noiosa, direi anzi come un fardello quasi inutile (specie nel mondo politico). E’ perciò un problema di preparazione, di informazione, insomma di cultura musicale. Ma è anche un problerma di aggiornamento, di innovazione, insomma di senso del nuovo. Sono andato al Teatro dell’Opera recentemente, per “The Bassarids” di Werner Henze, un’opera contemporanea tedesca mai rappresentata in questo teatro: non c’era un pubblico ‘da Opera’ (di vecchi ricconi: n.d.r.), il luogo era pieno di giovani, attirati dalla novità, ed hanno ascoltato un’orchestra stupefacente, musica difficile ma bellissima. Allora? Ammetto queste aperture alla musica suonata in luoghi nuovi, negli aeroporti, nelle metropolitane, ammetto l’iniziativa del Teatro dell’Opera di Roma di “Opera-Camion” per il 2016, per cui un tir attrezzato, con un palcoscenico interno, nelle piazze d’Italia offrirà gratuitamente opere liriche. Sì, il suono, la qualità e bellezza del suono non se ne avvantaggerà: ma la conoscenza generale della musica sì, e certo anche la voglia di andare a teatro”.

La speranza è che tali esperimenti possano essere sempre più accessibili al più vasto pubblico televisivo con riprese dal vivo di eventi finalizzati ad avvicinare la musica colta al piccolo schermo.



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