Rai Nuova Musica, la conferenza stampa


Le dichiarazioni degli intervenuti alla conferenza stampa di presentazione di Rai Nuova Musica e il programma completo.

 Torino. E’ stata presentata questa mattina nell’Auditorium Toscanini della Rai di Torino la dodicesima edizione di Rai Nuova Musica The future sound of classic, rassegna di musica contenporanea dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmessa in diretta da Rai Radio3. Presenti Cesare Mazzonis e Paola Carruba, rispettivamente direttore artistico e Sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Marco Angius direttore d’orchestra, i compositori Ivan Fedele e Orazio Sciortino.

La rassegna presenta, in prima esecuzione assoluta, opere e testi che hanno fatto la storia della musica del nostro tempo.

Mazzonis ha sottolineato che, per il dodicesmo anno consecutivo la Rai si occupa della manifestazione dedicata alla musica contemporanea. Un evento abbastanza raro nel panorama italiano, più frequente in quello europeo, consuetudine, invece, negli States.

La caratteristica di quest’anno è l’apertura alle arti visive, infatti Nuova Musica vanta la collaborazione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. E, per sottolinearlo, come immagine della rassegna è stata utilizzata un’opera di Alberto Taddiello, giovane artista molto valente.

Inoltre la prima esecuzione assoluta del settimo concerto del 2014 per pianoforte ed orchestra di Luca Mosca è stata affidata, quasi al’ultimo momento, alla pianista Anna D’Errico. L’interessata, presente in conferenza stampa, ha sottolineato che la cosa più importante è stata lavorare con la partitura e poi nel dettaglio.

anna derrico

Anna D’Errico

I concerti, accessibili al pubblico, avranno prezzi simbolici per avvicinare i giovani alla musica colta: solo tre euro per gli under 30, 5 per tutti gli altri.

Da sottolineare la stretta sinergia tra musica classica e moderna grazie ad un remix elettronico realizzato dai producer di Club to Club sia prima dell’inzio di ogni concerto, sia nell’intervallo. Nell’intervallo vengono elaborati campioni di pezzi musicali di una delle opere ascoltate nella prima parte e riproposti in remix elettronico.

Roberto Spallacci, co- fondatore del Festival Club to Club sottolinea l’importanza delle rielaborazioni elettroniche, uno dei motivi che stanno avvicinando i giovani alla musica colta.

Orazio Sciortino, pianista e compositore, classe 1984, ha spiegato il significato de Il viaggio di Er, opera creata da lui nello scorso novembre 2015. Il titolo si riferisce al mito di Er narrato da Platone che parla della responsabilità morali dell’uomo nel realizare le proprie scelte nella vita.

Ivan Fedele svela che, secondo la sua opinione, la musica non si legge ma si ascolta è un evento emotivo ed emozionale. Alla fine Paola Carruba ha sottolineato l’impegno della Rai nei confronti della nuova musica e di questa iniziativa seguita da dodici anni.

alberto tadiello

Ed ecco nei dettagli gli appuntamenti tutti su Rai Radio 3.

l concerto inaugurale è in programma giovedì 4 febbraio alle 21.00. Come protagonista sul podio dell’Orchestra Rai, c’è Marco Angius, uno specialista del repertorio contemporaneo. In programma Il Viaggio di Er composto da Orazio Sciortino nel 2015; le prime esecuzioni italiane di Ferne-Landshaft II del 1996 del compositore giapponese Toshio Hosokawa e di Verwandlung 5 del 2013 di Wolfgang Rihm; Syntax, brano composto da Ivan Fedele nel 2014 e, dello stesso anno, la prima esecuzione assoluta del Settimo concerto per pianoforte e orchestra di Luca Mosca, interpretato da Anna D’Errico.

Venerdì 12 febbraio, sempre alle 21.00, il direttore d’orchestra inglese Jonathan Webb propone Danzario, scritto nel 2006 da Riccardo Panfili; a seguire il Doppelkonzert per flauto, oboe e orchestra, composto nel 1972 da György Ligeti e interpretato da Alberto Barletta, flauto, e Francesco Pomarico, oboe, prime parti dell’Orchestra Rai; la prima esecuzione italiana di Tört – szín – tér di Márton Illés, del 2014; e in chiusura quello che ormai è diventato un classico del Novecento: la Sinfonia da Requiem op. 20 di Benjamin Britten scritta nel 1940.

Nell’ultimo concerto, in programma venerdì 19 febbraio alle 21.00, diretto dall’estone Olari Elts, viene celebrato il grande compositore ungherese György Kurtág nel giorno del suo novantesimo compleanno. In programma il suo Doppelkonzert op. 27 n. 2, scritto tra il 1989-90, e interpretato dal violoncellista Francesco Dillon e dal pianista Emanuele Torquati. Completano il programma Testament – Music for orchestra dell’australiano Brett Dean, scritto nel 2008, e Der Walddämon. Scene da un romanzo di Fabio Vacchi, composto nel 2014 e proposto in prima esecuzione italiana.



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