Tv e fumetto, dalla Disney alla Bonelli il connubio è sempre più intenso


Il rapporto tra fumetto e piccolo schermo, tra timidi tentativi nelle reti minori e il disinteresse nelle generaliste

Il piccolo schermo può rivivere su carta. Non ci riferiamo alle analisi di critici televisivi impegnati a sembrare brillanti sulle pagine di riviste e quotidiani, ma alla nona arte: il fumetto.

Non è raro infatti che tv e fumetto si incrocino. Sulle pagine di Topolino ad esempio, i casi abbondano: sono stati “paperopolizzati” Fiorello e Fabio Fazio, “topolinizzato” Montalbano. Ma sono solo alcuni tra i tanti, tantissimi, che negli anni si sono trasformati in abitanti di Paperopoli o Topolinia: Jovanotti e Saturnino Celani, Vasco Rossi, Aldo Giovanni e Giacomo, Giovanni Allevi, Mina.

Le nuvole parlanti della Disney non rimangono mai isolate in un universo di senso tutto loro, ma si legano all’attualità appena possono: omaggiano il Festival di Sanremo così come fanno campeggiare un importante “Forza l’Aquila” in copertina.

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A Topolinia e Paperopoli si crea perciò una sinergia tra realtà e fantasia in cui si fondono due mondi: in questa operazione, lo spettacolo riveste certamente una parte preponderante, con la tv in primo piano. I personaggi reali vengono inseriti nell’universo Disney, dove recitano in quanto se stessi. E alla Disney non è certo sfuggito il ritorno in prima serata del Rischiatutto, in occasione del quale Fabio Fazio è diventato un personaggio a due dimensioni, Paperfab, conduttore con becco di un noto quiz. Un’operazione questa, che presuppone una consapevolezza: sapere che i lettori sono sia adulti che non. 

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                                                          Una vignetta della storia dedicata al Rischiatutto

Così, mentre Paperino si abbruttisce poltrendo davanti alla tv e la Disney procede per parodie, un’altra importante casa editrice compie il percorso opposto, portando i suoi eroi sullo schermo. Si tratta della Bonelli, casa madre di Tex, Dylan Dog e del più recente Orfani. I tentativi di far vivere altrove i propri protagonisti sono ancora timidi, ma sono un inizio: basti pensare al motion comic di Orfani, trasmesso su Rai 4, e a The Editor is in su Sky Arte. Per il cinema invece, verrà prodotto da Sky il film su Monolith, di cui è stata annunciata la realizzazione.
Prodotti che si auspica possano moltiplicarsi. Perché nonostante gli Apocalittici e Integrati di Umberto Eco abbiamo restituito al fumetto la dignità che merita, il mezzo è ancora confinato nelle fiere e nelle presentazioni in libreria. È raro vedere un disegnatore o uno sceneggiatore ospite in qualche salotto televisivo. Pochissime le eccezioni: Gipi dalla Bignardi, e una disastrosa intervista di Michele Rech, in arte Zerocalcare, a Che tempo che fa. L’autore della coscienza a forma di armadillo e del recente reportage Kobane calling, è stato poi alcuni giorni fa a E poi c’è Cattelan. Zerocalcare però è un fenomeno a sé: un caso editoriale di portata talmente vasta che è impossibile ignorare.

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The editor is in

L’unica rete free che non rimane insensibile al fumetto è Rai 4, dova va in onda Fumettology, programma che ne racconta i protagonisti attraverso una serie di documentari. Del resto il canale è lo stesso che ha ereditato la lezione dell’anime night di Mtv e che, seppur senza continuità, trasmette “cartoni”. Ma è davvero poco, nel deserto panorama generale.

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                                        La copertina de “La profezia dell’armadillo” di Zerocalcare

Eppure, in un mercato editoriale in crisi, il mondo del fumetto ferve, tra autoproduzioni e cover variant per collezionisti. La china avventurosa di Hugo Pratt si è elevata a letteratura, il giornalismo disegnato di Joe Sacco ha fatto scuola, Zerocalcare ha varcato il confine: sono maturati autori, le case editrici traducono opere estere e ne pubblicano altre, selezionandole nel nuovo vivaio che si affaccia in Italia. Magari non tutte opere di qualità, ma che testimoniano un settore in movimento in cui stanno avvenendo cambiamenti. Tutto mentre la Bonelli porta avanti collane storiche con decenni di vita e amplia l’offerta con altre più recenti.
Complici gli anime senza censure inaugurati da Mtv, poi l’attuale streaming in rete, con gli anni si è consolidata una fruizione dell’animazione che procede strettamente collegata al corrispettivo cartaceo. Si guarda l’anime, e subito dopo si corre in edicola o in libreria ad acquistare il manga da cui è tratto. Le nuove generazioni hanno imparato a leggere la tavole giapponesi da destra verso sinistra, dall’ultima alla prima pagina. Appassionati che costituiscono anche parte di quel target giovanile che la tv sembra voler inseguire, ma poi lo fa limitandosi a reclutare influencer e commentatori su Twitter. 

Che la nostra tv generalista sia allergica alla cultura e all’arte non è un mistero. Allo stesso tempo è però anche una tv in cui va molto di moda l’amarcord, la rievocazione continua del passato, il nostalgico sguardo indietro: ebbene, a cavallo tra anni ’70 e ’80, Rai 2 trasmetteva SuperGulp, striscia serale di 15 minuti che divenne un cult del piccolo schermo. 

Se nel 2016 è tornato il Rischiatutto, allora nel 2016 è anche ora di accendere un faro su una realtà importante quale quella del fumetto: Paperfab, pensaci tu.



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