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Orchestra di Santa Cecilia

 Che il successo di un film sia molte volte determinato dalla sua colonna sonora non è cosa nuova. Lo dimostra tra l’altro la parabola del premio Oscar Ennio Morricone, le cui musiche hanno esaltato le pellicole di Sergio Leone. Quelle stesse colonne sonore hanno poi dimostrato di poter vivere di vita propria, slegate dalle immagini. Che poi un pentagramma scritto per un movie sia a sua volta opera sinfonica, da ascoltare in una sala da concerto lo ha dimostrato assai bene l’Orchestra di Santa Cecilia che ha appena presentato un programma davvero singolare: nella prima parte le suite di John Williams tratte dai cult movie di Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, “E. T. l’extraterrestre” e dal fantasmagorico “Guerre stellari” di Georges Lucas; nella seconda parte la partitura che Sergei Prokof’ev compose per l’epico kolossal di Ejzenstein, “Aleksandr Nevskij”, uscito nel 1939.



La forza delle note ha trascinato il pubblico al di là dei fotogrammi entrati, specie quelli dei titoli di fantascienza, nell’immaginario collettivo. E che le emozioni possano scaturire dal solo ascolto lo ha rilanciato anche il fatto che il concerto è stato trasmesso in diretta da Rai Radio 3. In questa modalità di fruizione, radiofonica appunto, è stato eliminato persino l’appeal del contatto vis-à-vis con l’orchestra. Insomma, niente immagini filmiche, niente esecutori e direttore a vista per il pubblico, soltanto il suono emesso dal media radiofonico. Ebbene, la pregnanza delle composizioni di Williams e Prokof’ev è rimasta intatta.

il maestro deneve

Il merito è stato anche del podio, occupato dal Maestro Stéphane Denève, francese, direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Stoccarda e di altri prestigiosi ensemble. Ebbene, egli ha conferito alle musiche un vigore, una vitalità, una effervescenza funzionali ai combattimenti con le spade laser di Star Wars o quelle di acciaio dell’esercito russo guidato, in pieno Medioevo, dal mitico Nevskij. Ma anche il mistero, la nostalgia, il rimpianto dell’incontro di un umano con un alieno o dell’affetto che si stringe tra un bambino e un suo omologo venuto dallo spazio, come nel caso di “Incontri ravvicinati” e di “E. T.”

 John Williams, nato nel 1932, con Spielberg ha stretto un sodalizio quarantennale testimoniato anche dalle colone sonore per Jurassic Park, Schindler’s List e Indiana Jones, che si potranno ascoltare in un concerto ceciliano il prossimo 28 luglio nella cavea del romano Parco della Musica. E’ un autore raffinato e sottile al punto che, nota Giovanni d’Alò nel programma di sala, ha colto echi di Ligeti o di Penderecki nella suite per Incontri Ravvicinati: “il quadro sinfonico tratto dal primo film di fantascienza di Spielberg è costruito come un percorso dal Caos all’Armonia”. Quanto a “E. T.”, il compositore americano addirittura estrapolò un brano dalla colonna sonora e lo rielaborò per l’esecuzione in pubblico. Qui gli spunti tematici, oltre al ricorrente e delicatissimo main theme, evocano Stravinskij. “La parte seguente, quella più sentimentale – scrive Williams – è quella che accompagna il dialogo finale in cui E.T. dice addio al suo amico terrestre. Poi timpani e fanfare di ottoni portano musica e film alla conclusione”.

il maestro deneve 2

Gli effetti di un abile intreccio di strumenti (arpa e xilofono, per esempio) sono lievitati con l’intervento del Coro ceciliano istruito dal Maestro Ciro Visco, mentre il mezzosoprano Varduhi Abrahamyan ha cantato dall’”Alexander Nevskij” l’assolo “Il campo della morte”. “La musica di Prokof’ev – notò Ejzenstein – possiede una straordinaria plasticità: non è mai semplicemente illustrativa ma risplende sempre di una trionfale ricchezza di immagini…”.

Per questo motivo il concerto di musiche da film e la sua trasmissione in diretta su Rai Radio 3 hanno fatto centro anche senza la proiezione sul grande schermo.

Ultima modifica Mercoledì, 01 Giugno 2016 14:38
Lidia Lombardi

Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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