OpenSpace, la recensione


Riflessioni critiche sull'esordio del programma condotto da Nadia Toffa

La prima impressione, confermata dai servizi che si sono avvicendati nel corso della puntata, è che Nadia Toffa dia il meglio nel ruolo di Iena. La prima puntata di OpenSpace, il nuovo programma all’esordio domenica sera su Italia 1, ha evidenziato che le capacità professionali di Nadia Toffa si esprimono meglio “sul campo”, ovvero in inchieste portate avanti con tenacia, come avveniva quando era inviata de Le Iene show.

OpenSpace è una sorta di talk show d’inchiesta e solo questo è il filo rosso che lo lega alla trasmissione madre condotta da Ilary Blasy e Teo Mammucari. 

Sottolineiamo subito che la Toffa è stata “scippata” dell’intervista a Monsignor Charamsa, il religioso che ha dichiarato la propria omosessualità. I telespettatori l’hanno trovata nel pomeriggio nel corso di Domenica live.

Inoltre, sempre nel pomeriggio di ieri, Raffaele Sollecito è apparso negli studi di Domenica in a raccontare tutto quello che ha poi ripetuto la sera a OpenSpace. Due defaillance proprio nella puntata d’esordio, suonano come un campanello d’allarme.

 La Toffa ha ospitato nello studio completamente “open” vari personaggi, ma l’unica intervista degna della sua altezza professionale è stata quella a Carlo Gervasoni ex calciatore coinvolto nel giro del calcio scommesse. Sono stati raccontati gli espedienti e le cifre che circolavano negli ambienti sportivi per truccare le partite.

Tutto il resto ha fatto da contorno spettacolare ad un programma del quale, per la verità, non si avvertiva l’esigenza.La neo conduttrice ha reclamizzato al meglio Colorado all’esordio questa sera su Italia 1 ospitando in studio Luca e Paolo che lo condurranno: momento molto debole e senza alcun appeal, visto che i due comici avrebbero potuto fare molto di più. Ma si sono limitati all’essenziale, dando così la sensazione di essere lì solo per impegno professionale. Il botta e risposta che ne è seguito cercava di emulare le classiche interviste doppie de Le Iene, ma il contesto era assolutamente differente e l’effetto complessivo riusciva persino ad apparire penoso.

L’obiettivo di coniugare momenti impegnati a segmenti più leggeri si è evidenziato ulteriormente, con le presenze di Paolo Ruffini, Frank Matano e la Miss Italia 2015 Alice Sabatini.

Tre momenti dimenticabili, flebili e senza alcuna vis comica neppure di media rilevanza. Non si è fatto tesoro neanche della neo reginetta di bellezza e della clamorosa gaffe in cui è incorsa nei minuti precedenti la sua elezione sul palcoscenico di Jesolo. Erano ben altre le vie da seguire per drammatizzare quell’evento per il quale la Sabatini è stata presa di mira sul web. (La neo Miss aveva detto di aver voluto vivere nel 1942 per vedere la guerra, rispondendo ad una domanda di Claudio Amendola).

Certo, Nadia Toffa ha cercato di tirar fuori tutta la sua grinta, ma il contesto spettacolare, sia pur nobilitato da intenti lodevoli, non le si addice. Sullo studio aleggiavano le sue inchieste scomode ma efficaci sulla droga, la prostituzione minorile, solo per citarne alcune.



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