Donne che sfidano la mafia su Crime+Investigation


Tutte le anticipazioni sullo speciale che omaggia le donne collaboratrici di giustizia.


 Crime+ Investigation dedica questa sera uno speciale alle donne che hanno osato sfidare la mafia. I riflettori sono puntati in particolare su Lea Garofalo e Maria Rosaria Cacciola. Due figure femminili simbolo di coraggio nella lotta e nella ribellione alla criminalità. Lea Garofalo viene uccisa dall’ex marito Carlo Cosco, esponente della ‘Ndrangheta. Maria Concetta Cacciola fu costretta a bere una bottiglietta di di acido.

Il canale della piattaforma satellitare dedicato ai crimini e alle indagini per ricostruirne i fatti e giungere alla verità, ricostruisce le vite delle due donne con documenti originali e con testimoniaanze anche inedite.

Lea Garofalo aveva denunciato le attività malavitose della famiglia. Sono trascorsi sei anni dall’omicidio e Crime+Investigation ricorda il coraggio e il sacrificio della Garofalo e della Cacciola.


Lo speciale inizia col raccontare le organizzazioni mafiose, fondate su regole ben precise: rispetto e onore. Incastrare i propri familiari e consegnarli nelle mani della giustizia è un atto di tradimento, che si paga con la vita. Alcune donne hanno avuto il coraggio di farlo. Lea Garofalo ha rivelato i dettagli dei crimini di suo marito.

Stesso coraggio ha dimostrato Maria Concetta Cacciola. Dopo aver deciso di collaborare con la giustizia, è stata costretta a bere una bottiglietta di acido. La morte della Garofalo e della Cacciola non è stata però vana: le loro denunce sono servite ad arrecare un duro colpo alla criminalità organizzata.

Alla vicenda di Lea Garofalo è stato dedicato un tv movie firmato alla regia da Marco Tullio Giordana e andato in onda su Rai1. Il film era stato presentato in anteprima all’ultima edizione del RomaFictionFest.

La Cacciola voleva svelare i segreti dei clan della ‘ndrangheta operativi nella zona di Gioia Tauro. Ma,i genitori e il fratello, per impedirle di collaborare con la giustizia l’avrebbero costretta a bere una bottiglietta di acido.

 L’omicidio, in questo modo, sarebbe stato interpretato come un suicidio.  Maria Concetta Cacciola, madre di tre bambini, il 20 agosto 2011 avrebbe bevuto, su pressione dei familiari acido muriatico per tapparle definitivamente la bocca.

Su questo drammatico fatto di cronaca hanno indagato i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dai pm della procura antimafia.

Le indagini sono durate a lungo e sono state realizzate molte intercettatazioni ambientali che hanno portato alla luce una realtà davvero sconcertante.

E’ venuto fuori che davvero si voleva impedire la collaborazione della Cacciola con la giustizia. E per raggiungere questo obiettivo si era mossa una squadra criminale. Uomini al servizio dei clan della ‘ndrangheta.

I capimafia, oltre a tacitare per sempre la Cacciola, temevano che il suo gesto potesse essere seguito da altre donne costrette a vivere in famiglie mafiose.

Tutto questo sarà documentato qiesta sera nello speciale di Crime+ investigation.



0 Replies to “Donne che sfidano la mafia su Crime+Investigation”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*