Cose nostre, questa sera con Arnaldo Capezzuto


La puntata d'esordio è dedicata al coraggioso giornalista napoletano che ha ricevuto minacce e intimidazioni dalla criminalità organizzata

 Questa sera, 9 gennaio  su Rai1in seconda serata, va in onda la prima puntata di “Cose nostre” , programma che ha come obiettivo focalizzare l’attenzione sul difficile rapporto tra buon giornalismo e mafie. L’appuntamento d’esordio è dedicato al giornalista napoletano Arnaldo Capezzuto.

Cose nostre ripercorre il tragitto professionale del giornalista: dai primi articoli per “La verità” e dal lavoro di cronista di strada per il quotidiano Napolipiù, Epolis Napoli, fino all’esperienza come blogger del Fatto Quotidiano, passando alla scrittura di libri e alle continue denunce contro la camorra. Denunce che gli sono costate minacce e intimidazioni da parte dei clan.

La puntata è ricca di contenuti, filmati e testimonianze sulla storia del giornalista napoletano che offre una visione personale della realtà campana.

Al centro della prima puntata, dunque, c’è Napoli e l’hinterland partenopeo analizzati attraverso l’esperienza sul campo di Capezzuto.

Cose nostre, in particolare, rivolgerà lo sguardo sulla città di Napoli vista attrverso tutte le sue contraddizioni e punterà i riflettori sul cambiamento della camorra nel corso degli anni. Dal regno del clan Giuliano a Forcella, nel cuore della città partenopea, all’omicidio di Annalisa Durante, la quindicenne uccisa per un tragico errore il 27 marzo del 2004. Fino alla recente “paranza” dei ragazzi, la guerra tra i nuovi e giovanissimi boss che ha insanguinato negli ultimi mesi le strade della città e rappresenta la drammatica realtà emergente alla quale bisogna subito far fronte.

Il nuovo programma di Rai1 racconta la vita e l’attività dei giornalisti minacciati dalle mafie perchè, con il loro lavoro, hanno portato alla luce vicende di criminalità, corruzione e poteri illegali nel nostro Paese.
Le puntate di “Cose nostre” saranno cinque, ognuna dedicata ad un cronista coraggioso. Il rapporto difficile tra buon
giornalismo e mafie, rappresenta un fenomeno molto preoccupante, di cui s’è occupata di recente anche la Commissione Parlamentare Antimafia. Infatti sono state oltre 2000 in pochissimi anni (dal 2006 al 2014, secondo l’Osservatorio Ossigeno per l’informazione) gli episodi di violenza, intimidazione e minaccia nei confronti dei giornalisti italiani. Giornalisti che, nonostante tutto, grazie alla loro passione e al rigore professionale che li contraddistingue, continuano a svolgere il proprio lavoro finalizzato ad informare in maniera corretta e senza alcun filtro.

Nelle prossime puntate, Cose nostre, racconterà le storie di
Michele Albanese, calabrese, giornalista de Il Quotidiano del Sud.
Amalia De Simone, campana, giornalista di Corriere.it
Pino Maniaci, siciliano, direttore di Telejato.
Giovanni Tizian, calabro-emiliano, giornalista dell’Espresso

La regia è di Andrea Doretti



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