Alessio Vinci: addio alla tv come tanti suoi colleghi


I volti del giornalismo televisivo passati ad altri ambiti

Alessio Vinci è stato scelto come capo della comunicazione del gruppo Alitalia. Il giornalista, anchorman a Matrix, di cui raccoglieva l’eredità dal transfugo Enrico Mentana, poi volto dell’albanese Agon Channel, è al momento uscito dal piccolo schermo per ripartire da altri ambiti comunicativi. Ad Alitalia infatti, arriva dopo aver gestito la comunicazione di Banca Sistema a Milano.
Alessio Vinci, nel cui passato professionale spiccano 18 anni di carriera nella gloriosa Cnn, è solo uno dei tanti nomi che, dal piccolo schermo, si sono spostati in altre direzioni. A muoverli è stata spesso l’ambizione che li ha portati a compiere scelte professionale rivelatesi poi poco fortunate.

Come Alessio Vinci, che ha lasciato il giornalismo per approdare infine ad Alitalia, diversi hanno risposto alle campane sonanti della politica.

Uno su tutti: David Sassoli. Conosciuto dal pubblico come mezzobusto del Tg1, anni dopo i telespettatori ne hanno ritrovato il volto nei cartelloni del PD affissi sui muri della Capitale. Trasformati dunque i telespettatori in potenziali elettori, nel 2009 Sassoli viene eletto Capogruppo del Partito Democratico all’ Europarlamento; nel 2014 si candida a sindaco di Roma, ma è Ignazio Marino ad avere la meglio. Attualmente è ancora al Parlamento Europeo, e le sue dichiarazioni lo descrivono intento a dedicarsi esclusivamente alla politica.

A proposito di parlamento Europeo, anche Michele Santoro è volato a Bruxelles. Nella stessa lista era candidata Lilli Gruber, giornalista pure lei. Era il 2004: dopo il cosiddetto editto bulgaro, Santoro, portava la battaglia per la libertà d’informazione fuori dal piccolo schermo.  Un’esperienza durata però appena un anno, dato che nel 2005 sarebbero arrivate le dimissioni. Lilli Gruber invece, avrebbe portato l’impegno fino a conclusione nel 2009. Ma per entrambi c’era nuovamente la tv in cantiere: Annozero per lui (2006), Otto e mezzo per lei.

Piero Marrazzo, prima di essere presidente della Regione Lazio e prima dello scandalo sessuale che lo ha coinvolto, era conduttore di Mi manda Rai 3. L’azienda lo ha riaccolto su Rai 2 affidargli la conduzione di Razza Umana, che però non ha avuto un seguito.

Altro caso, quello di Piero Badaloni, giornalista che sarebbe tornato in Rai dopo un mandato come presidente della giunta della Regione Lazio.

La lista potrebbe allungarsi ulteriormente, tra dirigenti che dopo essersi occupati di tv cambiano settore e nomi noti che sfruttano la popolarità per raggiungere nuovi traguardi. Tentativi che però spesso si rivelano fallaci, conseguenza di quella illusione di onnipotenza che dona la tv: la sensazione di poter fare tutto, o almeno di poter ambire a qualsiasi incarico.

Alssio Vinci ne è un esempio per eccellenza: lasciata Mediaset, il ruolo di direttore editoriale di Agon Channel naufraga insieme allo stesso canale. E pensare che ora Telese a Matrix fa la metà dei suoi ascolti…



Potrebbe interessarti anche:


0 Replies to “Alessio Vinci: addio alla tv come tanti suoi colleghi”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*