Spot in tv: Amaro Averna con Andy Garcia


Analisi di una campagna apubblicitaria attualmente in programmazione in tv


Un attore di fama internazionale, un affermato regista italiano e una citazione cinematografica: sono questi gli elementi che caratterizzano l’ultimo spot dell’ Amaro Averna.

Protagonista è infatti Andy Garcia, mentre dietro la macchina da presa troviamo Emanuele Crialese.

Già set de Il Padrino III, la location evoca le atmosfere del film, dove lo stesso Andy Garcia interpretava lo spietato nipote del boss Vito Corleone. Qui diventa  “don Salvatore”, elegante signore d’altri tempi che omaggia il fondatore dell’azienda Salvatore Averna.

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Crialese, dopo aver diretto Nuovomondo e Terraferma, si dedica ad uno spot che vuole essere l’espressione massima della sicilianità. Siciliano è infatti l’Amaro Averna, prodotto a Caltanisetta, così come di origini sicilane è Crialese; il set invece, è la residenza ottocentesca Villa Malfitano Whitaker.

Nello spot vediamo una tavola elegantemente imbandita: è sera, e i commensali stanno cenando. A un certo punto, tra l’allegria generale, in fondo si vede una coppia litigare: lei si alza per andarsene, lui la segue. Ma viene fermato da don Salvatore, che lo prende per un braccio.
Il ragazzo si siede per ragionare insieme all’uomo, che dimostra presto tutta la sua saggezza. Gli domanda infatti se abbai nascosto qualcosa alla sua bella, e quando si sente rispondere di no, don Salvatore gli versa l’amaro svelando una lezione di vita: “Non dire mai tutto di te: piccoli segreti per scoprire sempre qualcosa di nuovo”.
Il riferimento è naturalmente all’Averna, che diviene così qualcosa da scoprire in continuazione.

Naturalmente tutto si gioca sul protagonista, senza alcun messaggio particolare da cogliere. Questo spot aggiunge un altro tassello a due trend che si dimostrano sempre più insistenti: da un lato quello di affidare gli spot a grandi registi per conferire un tocco cinematografico, dall’altro quello di scritturare la grande star che possa attirare l’attenzione solo  grazie alla propria presenza.

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Per quanto riguarda il primo aspetto, abbiamo recentemente trovato Pupi Avati dietro lo spot del Frecciarossa 1000, Giuseppe Tornatore con le patatine San Carlo Antica Ricetta e Gabriele Salvatores con gli spot per la Barilla. Per quanto invece concerne il secondo trend, inaugurato certamente da George Clooney con “no Martini no party” e poi con Nespresso, la lista dei testimonial che valgono milioni è lunga.

Se però Clooney, e anche Andy Garcia, sono riusciti a mantenere il loro fascino senza distruggere i personaggi che il pubblico ha amato al cinema, non si può dire altrettanto per molti dei loro colleghi: il tenebroso Banderas è uscito completamente distrutto dall’allenza con la gallina Rosita, Kevin Costner ha subito un duro colpo con il tonno Rio Mare e Bruce Willis, il duro di tanti film d’azione, si è ridotto a vedere se c’è connessione nel bagno di casa. Non va meglio a Julia Roberts, finita a fare acquisti da Calzedonia  come una ragazzina qualsiasi, e nemmeno al nostro Pierfrancesco Favino, che passa da Suburra ad arrotolare spaghetti per vedere se mantengono bene la cottura.

Il rischio è che, grazie alla reiterazione televisiva degli spot, si finisca per sovrapporre il testimonial all’attore. Ora come ora, al nome Antonio Banderas, chi assocerebbe prima Zorro piuttosto che il mugnaio che sforna biscotti?



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