Spot in tv: Kung Fu Panda con Chiambretti


Analisi di una campagna attualmente in programmazione in tv


 È un’operazione di co-branding quella portata avanti da Fiat nell’ultimo spot televisivo che promuove la Panda. L’azienda autombolistica infatti, sfrutta l’omonimia della quattroruote con un il titolo di un film d’animazione, di fatto promuovendo entrambi.

Con l’ovvia colonna del brano Kung fu fighting, la Fiat Panda viene sponsorizzanda prendendo in “prestito” Po, il protagonista del film Dreamworks Kung fu Panda. A costituire il trait d’union con la sua voce narrante, il testimonial Piero Chiambretti.

Di recente uscita al cinema con il terzo capitolo della saga animata, Kung fu Panda si sposa con  la Fiat Panda in uno spot colorato e divertente, per gandi e piccoli. Le parole del conduttore di Canale 5 recita un testo che magnifica le qualità dell’auto ma, allo stesso tempo, raccontano il personaggio destinato a diventare il prescelto del kung fu che salverà il paese, destino che all’inizio sembra poco credibile a causa della mole ingombrante.

Infatti, la voce di Chiambretti recita: “Si chiama Panda ma è forte come un leone, si chiama Panda ma è agile come una gazzella”. Parte quindi la sponsorizzazione della vettura: “Si chiama Panda ma non è un Panda: è Fiat Panda. Quattro zampe ehm… quattro ruote pronte a tutto che parcheggian dappertutto”.

A questo punto, mentre l’auto si riempie di orsi panda, la voce di Chiambretti prosegue: “Accogliente e spaziosa per la famiglia pandosa”, pubblicizzandola così come auto familiare. Una scelta che rappresenta uno dei classici leit motiv per la pubblicizzazione di macchine, ma che per una singolare coincidenza, va a rispondere a una sterile polemica sollevata riguardo il film.

Incredibilmente infatti, Kung fu Panda 3 è stato accusato di essere una cassa di risonanza per la fantomatica “teoria gender”, in quanto il protagonista avrebbe due padri. In realtà, semplicemente, l’orso era stato trovato e cresciuto da un papero e poi, una volta adulto, incontra e conosce il padre biologico. Così, probabilmente senza nemmeno volerlo, associare il concetto di famiglia a un insieme di chiassosi personaggi animati che entrano nella Panda si carica di un ulteriore significato, quasi a dire che non vi sono limiti nel concetto di famiglia.

Unire i due prodotti in un unico spot diviene un doppio messaggio promozionale, che coinvolge lo spettatore da un punto di vista non esclusivamente commerciale. Legandosi ad un film di animazione infatti, si punta non solo al consumo strettamente culturale, ma a un aspetto emotivo legato all’attesa per il titolo in sala. Non è un caso che, se si visulaizzano i commenti relativi al video YouTube, sono tutti rivolti al film.

Del modello “kung fu” della Panda si è ironicamente occupato il comico Maurizio Crozza in una recente puntata del suo programma su La7.



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