Alessandro Banfi: racconto I Presidenti, ma anche il romanzo popolare di Pomeriggio 5


Questa sera va in onda su Rete 4 in seconda serata il docu-film "The Queen", omaggio ai 90 anni della Regina Elisabetta II. Il docufilm fa parte di un pacchetto di speciali che sono previsti in seconda serata sempre su Rete 4 con scadenza mensile. Capo progetto e ideatore è Alessandro Banfi, capo degli autori di Pomeriggio 5. Lo abbiamo intervistato alla vigilia della messa in onda.

Questa sera va in onda su Rete 4 in seconda serata “The Queen“, omaggio ai 90 anni della Regina Elisabetta II. Il docufilm fa parte di un pacchetto di speciali previsti in seconda serata sempre su Rete 4 con scadenza mensile.  Alessandro Banfi, curatore per Videonews di Pomeriggio 5, tra gli altri speciali, ha curato anche The Queen.  Lo abbiamo intervistato alla vigilia della messa in onda.

Ci spiega in che consiste il progetto “Il Presidente”?

Dopo il successo inaspettato del documentario su Vladimir Putin è nata l’idea di raccontare al pubblico italiano altri sei leader mondiali che vengono colti nella loro quotidianità. Dopo “The Queen” omaggio alla sovrana d’Inghilterra ci saranno speciali su Barack Obama, Francois Hollande, Angela Merkel, Assad e Kim Jong-un (김정은, 金正恩). Si tratta di documentari originali e inediti della BBC curati da me con una impostazione editoriale prettamente italiana. {module Pubblicità dentro articolo}

Ci sarà un seguito ai Presidenti?

Mi piacerebbe allargare gli orizzonti ai personaggi della storia del passato. Questo aprirebbe un nuovo squarcio sui protagonisti attraverso biopic che ne raccontino in maniera ravvicinata la quotidianità. Sa che cosa mi ha colpito principalmente dello speciale “The Queen”? Il fatto che la regina in 64 anni di regno abbia visto passare sette Papi e quasi tutta la storia del 900.banfialessandro zps9ded0cde

Ci saranno anche personaggi italiani?

Per adesso no perché abbiamo voluto rimanere lontani dalla politica made in Italy. Ma non le nascondo che mi piacerebbe uno speciale su Sergio Mattarella. Il nostro capo di Stato ha restituito infatti rispetto ad una istituzione che negli ultimi tempi era diventata troppo strabordante. Nel senso che da Cossiga in poi i Presidenti si erano comportati talvolta in maniera che andava al di là del proprio ruolo.

Rimane ancora al Tgcom con la rassegna stampa del mattino?

Certo ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 7:00 curo la rassegna stampa al Tgcom e dopo alle 9:00 mi trasferisco da Milano 2 a Cologno Monzese. Qui alle 11:30 abbiamo la prima riunione con Barbara D’Urso per stabilire gli argomenti della puntata del giorno di Pomeriggio 5. {module Pubblicità dentro articolo}

Lei infatti è curatore per Videonews del contenitore di Barbara D’Urso. Come si trova in questo ruolo?

Sono tornato all’infotainment con cui ho cominciato la mia carriera, questo è un lusso che fortunatamente l’azienda Mediaset mi concede. Io ho curato la prima puntata di Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque. Era il 2008 ed abbiamo iniziato con Mattino Cinque con la conduzione di Claudio Brachino e la D’Urso. Il successo è stato tale che l’azienda ha voluto replicarlo anche nel pomeriggio. Ma naturalmente non si poteva usare la stessa formula e quindi abbiamo dovuto renderla consona alle esigenze del pubblico del pomeriggio.

1280x720 qdkPomeriggio 5 spesso è considerato alquanto trash per la scelta di cavalcare la cronaca nera e argomenti voyeuristici. Qual è la sua opinione?

Innanzitutto ho l’ambizione di aver ridotto il trash da quando me ne occupo. Io cerco sempre la misura nei programmi e la richiedo a chi lavora con me. Trovo inoltre che Pomeriggio 5 sia un grande racconto popolare dove non c’è soltanto la cronaca nera ma altri aspetti dell’Italia, come ad esempio la truffa agli anziani, le violenze sui bambini e i dissidi familiari. É la provincia italiana che viene fuori, è il racconto di un’Italia minima con protagonista la gente comune nella quale i telespettatori si specchiano. Noi abbiamo l’ambizione di raccontare un’Italia viva seguita da un pubblico magari non eccessivamente colto ma che si interessa a quanto accade intorno a sé.

Quindi ritiene che ci siano altri ingredienti interessanti oltre la cronaca nera?

Certo, sono soprattutto le passioni, i sentimenti e i tradimenti che interessano i telespettatori comuni. È una sorta di romanzo popolare fatto secondo quanto vediamo giornalmente nella soap opera “Il segreto”. {module Pubblicità dentro articolo}

Ritiene che Pomeriggio Cinque e Mattino Cinque abbiano condizionato il racconto della cronaca nera anche in Rai?

Ne sono convinto, soprattutto per quanto riguarda il contenitore pomeridiano di Rai 1. Devo ammettere che il programma “Storie vere” in onda ogni mattina alle 10:00 su Rai 1 è fatto davvero bene. È strutturato sull’esempio del romanzo popolare.

Tornerà “La versione di Banfi”?

È stato un programma editorialmente dignitoso che, nato nel 2011, ha avuto l’ambizione di portare in studio personaggi come Matteo Renzi, Gianni Letta, Giorgia Meloni, Giuseppe Civati: tutti protagonisti di oggi. Abbiamo avuto l’intuizione di trovare allora i personaggi nuovi che sarebbero stati i protagonisti di oggi. Inoltre, in quel programma, ho dimostrato di possedere delle doti di front man.

Significa che tornerà ancora in video?

Per adesso no il mio ruolo e questo ma “La versione di Banfi” continua come mio blog presente nel sito di Tgcom.



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