Freccero: “Virus chiude, ma non Ballarò”


Le dichiarazioni di Carlo Freccero sulla chiusura di Virus e le sue idee per la Rai

Carlo Freccero, componente del consiglio di amministrazione dell’azienda di Vaile Mazzini, è categorico: “Non vorrei che la chiusura di Virus-Il contagio delle idee fosse un anticipo per la chiusura anche di Ballarò“.

Questa dichiarazione è stata rilasciata da Freccero nel corso della puntata odierna di Un giorno da pecora, il programma di Radio 2 condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, di cui è stato ospite in studio.

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Per quanto riguarda Virus, il programma di Nicola Porro in onda il giovedì sera su Rai 2, Freccero si è espresso in questi termini: “Innanzitutto il programma ha un titolo sbagliato e inadatto: virus infatti, è un termine negativo che forse predispone male i telespettatori. Inoltre le luci del talk show erano completamente sbagliate. Tutto questo non ha giovato all’economia del programma. Ma ciò non toglie che Nicola Porro è una persona elegante e perbene, che avrebbe per esempio potuto condurre molto bene uno di quei programmi sull’informazione molto in voga sulle tv pubbliche francesi”.

Il consigliere, che ha ammesso di non contare molto nel cda, è stato categorico: “Non vorrei però che la chiusura di Virus potesse comportare anche quella di Ballarò. Massimo Giannini è certamente un giornalista più da carta stampata, e ha ancora  da imparare sulla conduzione televisiva. Ma è innegabile che ha realizzato un talk show animato da momenti molto interessanti. Tra questi, il confronto-scontro della scorsa settimana tra Verdini e Travaglio“.

Per quanto riguarda gli aspetti più legati al mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, Freccero ha detto: “Io farei un lungo spettacolo in prima serata dedicato a due colossi del mondo della musica moderna, cioè J-Ax e Fedez“. Non risponde però alla domanda su quali personaggi vorrebbe portare in rai da altre emittenti. Su un eventuale approdo di Bonolis in Rai, si rifugia dietro un “non ne so nulla”. Afferma invece che attualmente la Rai ha bisogno di linee editoriali e di progetti, non di personaggi: “Questa linea uniformista e conformista è davvero insopportabile”, ha tuonato Freccero. E c’è da crederglil vista la sua esperienza come responsabile di reti, tra cui Rai 2, Italia 1 e Rai 4. Senza contare analoghi incarichi in Francia.

A proposito del canone Rai da pagare in bolletta, Carlo Freccero ha dichiarato: “È l’unico modo per abbassare la pubblicità. E ai due conduttori che gli chiedevano quale linea dovrebbe adottare la Rai per catturare anche il pubblico più giovane, il consigliere ha risposto: “Deve essere dissonante”. Significa quindi non uniformarsi e cercare di realizzare idee e nuovi contenuti.

L’ultima notizia che Freccero ha dato, alla fine del programma, chissà quanto veritiera, è la seguente: “Vedrete che la Maggioni presto diventerà Ministro delle Comunicazioni”.

Poiché ogni puntata di Un giorno da pecora si conclude con l’intervento del mago Othelma che anticipa previsioni sul futuro dell’ospite quotidiano, su Freccero Othelma ha così vaticinato: “Entro 18 mesi potrebbe diventare direttore dell’azienda di Viale Mazzini”. Una captatio benevolentiae?



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