Spot in tv: le Olimpiadi di Rio 2016


Analisi di una campagna pubblicitaria attualmente in onda sul piccolo schermo


Iniziano oggi le Olimpiadi di Rio 2016. Sarà la Rai, in particolare Rai 2 e Rai Sport, a seguire l’evento sportivo per eccellenza. Così, mentre gli atleti azzurri sono testimonial in diversi spot, ad esempio quello di Unipol assicurazioni oppure quello di Head & Shoulders, anche l’azienda di Viale Mazzini ha realizzato la propria campagna in vista della manifestazione.

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Si tratta di una serie di spot dedicati ciascuno a una specifica disciplina, le cui immagini più evocative sono poi state mixate in un ulteriore spot che mostra i tanti sport presenti a Rio.

Nuoto, karate, scherma, pugilato, ciclismo, atletica leggera: vediamo gli atleti impegnati negli allenamenti, metafora di fatica  e crescita personale. Lo sport agonistico si presta a un’epica di formazione: la narrazione dello spot infatti, sembra ricalcare le trame di pellicole famose. C’è il momento di preparazione e raccoglimento iniziale nello spogliatoio, l’ingresso in palestra con il borsone in spalla, i duri allenamenti. La musica in primo piano, così da creare la giusta esaltazione nello spettatore.

Niente a che vedere con lo spettacolare spot animato della BBC, dove a gareggiare nelle varie discipline sportive sono gli animali nella giungla. Il servizio pubblico di casa nostra preferisce invece farci conoscere i volti degli atleti che ci rappresenteranno, affidando tutta la spettacolarità alle loro gesta. 

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Lo spot punta su un montaggio serrato, in cui spicca una colonna sonora d’impatto: Jungle degli X Ambassadors e Jamie N Connors, già scelto per trainare nelle sale il film Hercules. Il pezzo incita a seguire nella giungla, intesa qui come scelta di affrancarsi da vite senza brividi: un messaggio ben preciso, un invito ad affrontare la vita e le sue paure. Un tema che ben si sposa con gli stati d’animo degli atleti volati in Brasile per un’esperienza ad alta tensione emotiva: sulle note di Jungle, i loro movimenti appaiono come una coreografia in cui tutti, nonostate la varietà dei propri sport, si sincronizzano a tempo per eseguire un disegno comune.

Non è un caso però che lo spot immagini sempre gli spalti vuoti: l’avventura di Rio va ancora scritta. Quanto accadrà, appartiene a un’altra narrazione: quella degli inviati che seguiranno le gare. C’è però anche il pubblico di appassionati che tiferanno Italia: non a caso il claim dello spot è che “lo sport è di tutti”, proprio a voler sottolinere la dimensione collettiva dell’esperienza olimpica.

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