Vertigo, la diretta della seconda puntata


Stasera su Rai 3 è andata in onda la seconda puntata del nuovo programma, Vertigo. Gli abissi dell’anima. Autore e conduttore il giornalista Giuseppe Rinaldi, autore di Chi l’ha visto?


 Stasera su Rai 3 è andata in onda la seconda puntata del nuovo programma, Vertigo. Gli abissi dell’anima. Autore e conduttore il giornalista Giuseppe Rinaldi, autore di Chi l’ha visto?

Vertigo è un vero e proprio viaggio nelle profondità dell’animo umano, di cui vengono analizzati i lati più oscuri: le debolezze, le dipendenze, le pulsioni. Si parla di vite sospese, risucchiate da un vortice, dove si accarezza il volto della morte, e si mette a repentaglio la propria vita, un rischio estremo per esorcizzare la morte.  Abbiamo seguito la diretta, ripercorriamo ciò che abbiamo visto in questa seconda puntata.

Si comincia con l’intervista che Giuseppe Rinaldi fa all’alpinista Tamara Lugher. Questa giovane ragazza, ricorderà nell’intervista, che esattamente il 22 febbraio 2016 si è fermata a pochi passi da una importante meta: a 70 metri dalla cima di una importantissima montagna ha preferito non mettere a rischio la propria vita e quella dei suoi compagni alpinisti: Alì, Alex, Simone. Quel giorno Tamara non stava bene. Avrebbe potuto pure tentare di arrivare all’apice, ma le è suonato dentro come un campanello d’allarme, troppo rischio. Ha fatto come un esame di coscienza e non è andata oltre. Ma cosa le ha insegnato questo gesto?. E’ lei a dircelo: “Potevo, se avessi continuato, far morire i miei compagni e forse anch’io avrei perso la vita. La rinuncia non è la semplice perdita, ti può regalare qualcosa di più, la vita”.

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Un altro sport estremo ce lo fa conoscere il funambolo Andrea Loreni, che, sospeso tra cielo e terra, si sente svivo solo quando è sospeso nel vuoto. Ha una concezione irreale della vita e, camminando sul filo, prova delle alterazioni psicofisiche e l’adrenalina entra in circolo. Questa sua passione nasce da un fatto buffo: tutte le mattine Andrea vedeva la mamma che andava a lavorare. Allora gli venne spontanea farle una domanda: “Mamma, ma è possibile che tutte le mattine tu debba sempre andare a lavorare, fare le stesse cose? E così ho voluto cercare un altro tipo di vita, volere un’altra realtà. E’ illogico che io possa tornare a casa dopo un’impresa così e mettermi a spolverare”.

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La puntata fatta di sport estremi ci fa conoscere anche l’apneista Davide Carrera, che riesce a stare sott’acqua senza bombole di ossigeno anche più di sette minuti. La sua passione è scaturita da un incidente. Si era normalmente immerso con le bombole, ma nel riemergere si era sentito male: quasi non respirava più, aveva gli occhi spenti, ma si sentiva in uno stato di pace. Il suo amico l’ha rianimato, il suo corpo riprendeva vita ma gli era sembrato che la sua anima quasi fosse fuoriuscita dal corpo. Aveva toccato con mano la morte e da allora ha iniziato ad immergersi senza bombole di ossigeno: la consapevolezza della morte, il rischio che potrebbe morire lo rende più libero.

Dopo questo racconto vengono fatti vedere dei video di “aspiranti suicidi”, giovani che mettono a repentaglio la vita. Queste immagini sul web sono molto diffuse e pericolose, perché portano molti giovani ad emularne i gesti.

L’uomo ha sempre segnato di volare e ecco che facciamola conoscenza del “base jumperMaurizio Di Palma: ex paracadutista, si getta con un paracadute sulle spalle da montagne e dirupi e a pochi metri da terra lo apre. Ci vuole una certa preparazione, ma c’è ogni volta anche tanta paura. Per fortuna c’è anche una massiccia carica di adrenalina che aiuta.

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Dagli sport estremi, si passa al rapporto dell’uomo contemporaneo con il cibo. Giuseppe Rinaldi intervista lo chef, nonché critico gastronomico Edoardo Raspelli, una vita dedicata al cibo, quasi come fosse un’ossessione. E perlui lo era, visto che fin da piccolo si è rifugiato in questo. Ma più che altro per “vendicarsi” del suo papà che, essendo un funzionario dell’ospedale, si autopuniva mangiando come i pazienti ricoverati: poca pasta, pappette, poco pane. Insomma come se volesse espiare qualcosa. Questo suscitò la contro reazione di Edoardo che cominciò, per suo piacere, ma anche per lavoro, a mangiare. Era arrivato a pesare 120 chili. Non era salutare. Il cibo è un appagamento, un’alternativa al sesso e Raspelli aveva scelto anche di mangiare perché in lui, creandosi un alibi, c’era stata anche una paura della sua sessualità, aveva il complesso di non piacere alle donne. Ma supererà questi complessi, anche se il cibo rimane il suo maggiore appagamento di vita.

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Se c’è chi mangia in eccesso, c’è, invece, chi mangia pochissimo o si ciba solo di frutta: è la scelta assoluta estrema di Gabriele Ceracchini che mangia solo mele, come anche quella di Max Gaetano che si nutre solo di frutta. Ma secondo il nutrizionista intervistato, il professor Pietro Antonio Migliaccio, Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, questa è una scelta sbagliata perché l’uomo, fino a prova contraria, è onnivoro e deve mangiare tutto, senza strafare, ovviamente.

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Si parla anche di anoressia e ci viene raccontata la storia di Chiara, una scrittrice affermata, che ha combattuto una dura battaglia contro l’anoressia. Era arrivata a pesare 38 kg, ma pian piano con l’aiuto della madre e con l’amore del marito, sempre vicino e paziente, ha superato questo grave problema. Come l’ha anche superato la sorella del cantante Giuseppe Povia, Annalisa, a cui lui ha dedicato una bellissima canzone, Mia sorella, in cui racconta le sue vicissitudini da anoressica.

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Si volta completamente pagina e si parla del fenomeno del bullismo. La prima storia che ci viene presentata è quella di Chiara, (un nome di fantasia). La ragazza conversando con Rinaldi, racconta che era diventata autolesionista, infliggendosi sul suo corpo delle ferite, per attirare l’attenzione degli altri studenti della classe da lei frequentata, perché l’avevano isolata, non le rivolgevano mai la parola, facendola sentire un estranea. Lei avrebbe voluto uscire con loro, parlare, quasi si sentiva in colpa con sé stessa. Era sprofondata nella depressione più assurda. Doveva punirsi, provava rabbia che doveva sfogare su sé stessa. Ma poi ha capito che stava sbagliando e ha ricominciato ad avere fiducia soprattutto di sé stessa. Si è salvata.

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Non si è salvata, invece, un’altra ragazza, vittima del bullismo, Carolina Picchio, che a soli 14 anni nel 2013ha deciso di togliersi la vita lanciandosi dal balcone di casa sua, vittima di alcuni coetanei che, nel corso di una festicciola fra ragazzi e ragazze, l’hanno fatta ubriacare e poi, abusando di lei, hanno postato dei video sui telefonini. In poco tempo la povera ragazza si è trovata ad essere di pubblico dominio. Non sopportando più tutto ciò ha scritto una lettera d’accusa contro questi ragazzi, una lettera di scusa ai genitori ed amici veri per il gesto che avrebbe compiuto e poi si è suicidata.

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Come ultimo servizio, sempre sul bullismo, la storia di Schizzo, (che concede l’intervista coperto nel suo accappatoio da pugile, per non farsi riconoscere, visto che oggi ha un ruolo importante nelle forze dell’ordine), un ex bullo che adolescente, continuamente preso in giro e picchiato, alla fine per non essere da meno comincia a reagire riscattandosi e apparendo agli occhi degli altri diverso. Ma crescendo capirà che il bullismo non porta a niente, anzi peggiora la persona.

La seconda puntata termina qui. L’appuntamento è per mercoledì prossimo.

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