Domenica live, la recensione


Riflessioni sull'esordio della nuova edizione del contenitore festivo di Canale 5 condotto da Barbara D'Urso


 Lo schema non cambia, il modo di condurre e di proporsi al pubblico pomeridiano di Canale 5 è inalterato e caratterizza, da sempre, la personalità televisiva di Barbara D’Urso la padrona di casa. Una conduttrice che oramai si identifica con i suoi programmi (Pomeriggio 5 e Domenica live) nei quali l’aspetto trash è la costante infinita.

Chi aveva sperato che l’edizione di Domenica live, all’esordio il 18 settembre su Canale 5, potesse mostrare qualche traccia di intrattenimento puro, senza le concessioni a temi discutibili, è certamente rimasto deluso. Il susseguirsi dei vari argomenti trattati ha rispettato l’intima essenza del programma, una miscellanea di tv del dolore e del gossip. A rendere ancora più inquietante tale miscellanea, le irritanti e troppo frequenti interruzioni pubblicitarie.

Nella prima puntata Barbara D’Urso ha graziato i telespettatori rinunciando alla cronaca nera che tradizionalmente in passato veniva vivisezionata nei macabri particolari, anche attraverso interviste realizzate ai protagonisti.  In compenso ha dato molto spazio a tematiche finalizzate a catturare l’attenzione del pubblico con un voyeurismo  pruriginoso e denso di doppi sensi a sfondo erotico. In questo contesto è stata portata avanti la discussione sulle due modelle che hanno indossato a Venezia abiti fin troppo “scosciati” creando  polemiche che hanno cavalcato tutti i massmedia. Le due modelle erano Silvia Salemi e Dayane Mello. In studio la madre della Salemi e un parterre di ospiti che ha dato vita ad una sorta di rappresentazione circense di dubbio gusto condita con un linguaggio volutamente trasgressivo e provocatorio.

L’esordio di Domenica live ha avuto come filo conduttore  l’amore, inteso alla maniera dursiana. La starlette che si separa dal marito sposato appena due anni fa, solo perchè non si sentiva più gratificata dal matrimonio, lascia il posto alle nozze sontuose di Martina Stella che sbandiera ai quattro venti la sua passione per il marito. Amori che sembrano eterni, celebrati con un mare di retorica da romazetto rosa: salvo poi tornare nel salotto dursiano e annunciare la propria separazione. Un salotto nel quale i colori della cronaca, i gossip e il pettegolezzo sono abilmente miscelati per sollecitare la morbosità dei telespettatori.

 Tutto è gestito con indubbia capacità dalla padrona di casa che riesce molto bene a coinvolgere la parte più segreta dell’inconscio dei telespettatori. A questo si aggiunge la sua abilità ad apparire come paladina dei cittadini che difende la gente comune. 

 Da segnalare, infine, che non è mutato il trend di cambiare pagina con estrema disinvoltura. E non è mutata la perfetta orchestrazione di un programma la cui padrona di casa vive (o finge di vivere) nella realtà che racconta.



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