Tv2000, Ruffini: “Con Kemioamiche sfidiamo il tabù della malattia”


Intervista al direttore dell'emittente della Cei sul nuovo format "Kemioamiche"

 Una delle novità del palinsesto attuale di Tv2000 si chiama “Kemioamiche”, un format che ha seguito nove donne nella loro cura contro il tumore al seno. Abbiamo incontrato il direttore della tv della Cei, Paolo Ruffini, che ci ha dato le sue impressioni sul programma e, più in generale, sugli obiettivi che la sua rete vuole raggiungere prossimamente.

“Kemioamiche” è un format molto duro sotto certi aspetti. Cosa l’ha spinta a sposare questo progetto?

Penso che la buona televisione si faccia sfidando anche i tabù: uno di questi è la malattia e il suo racconto. Nel caso di “Kemioamiche”, mostriamo come dal male si possa guarire e rinascere. Questo è un bene, in mondo in cui la tv propone spesso false verità anche sulle malattie e sulla loro cura. È certamente un programma duro, ma forse anche lieve, perché questo racconto è fatto con garbo e sobrietà, dove c’è spazio anche per l’allegria, la musica e l’amicizia.

Tv2000 e Real Time hanno unito le loro forze per questo programma. Un binomio inusuale, viste le differenze tra le due tv. Può essere l’inizio di un rapporto di collaborazione?

Mi auguro di sì, i colleghi di Discovery sono degli amici con cui con cui condividiamo la passione per una televisione che sappia sfidare le barriere dei linguaggi. Abbiamo target diversi: ciò è un punto di forza e non una debolezza, proprio perché ognuno di noi può imparare dall’altro come rivolgersi ad un pubblico che in partenza non è il proprio. Credo ci siano tanti altri campi del racconto televisivo che potrebbero, in teoria, vederci accanto.

Lo spazio per trasmissioni come “Kemioamiche” è un ulteriore prova di come Tv2000, sotto la sua direzione, stia proseguendo sulla strada dell’innovazione e del rinnovamento.

Non credo nelle rivoluzioni, ma ritengo che la tv, come la vita di ognuno di noi, sia fatta di progressi e innovazioni nella continuità. Lo sforzo che Tv2000 sta facendo è quello di essere una realtà curiosa nel racconto e che possa incuriosire, ispirata dal suo essere la televisione della chiesa italiana. So che potremmo fare sempre di più, ma l’intento è parlare il linguaggio della contemporaneità: il nostro è un canale che in partenza si rivolge a un telespettatore non giovane, ma l’obiettivo è renderlo intergenerazionale per unire tanti pubblici possibili. 

Questa è solo una piccola parte dell’intervista al direttore di Tv2000: per saperne di più e ascoltare direttamente le sue parole, vi rimandiamo al video in apertura del nostro post. 



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