E’ morto Giorgio Capitani, il papà de Il maresciallo Rocca


Scompare un grande regista che ha legato il suo nome alla serie Il maresciallo Rocca.


 Se ne è andato, questa notte, all’ospedale Belcolle di Viterbo, il regista televisivo e cinematografico Giogio Capitani. Aveva 89 anni. Una vita intera trascorsa dietro la macchina da presa, un’esistenza da “principe” della regia,  un professionista dai modi sempre eleganti e mai sopra le righe, Capitani era conosciuto in tv per aver diretto tutte le serie della notissima fiction Il maresciallo Rocca. 

Ma non era stato solo il “Maresciallo Rocca” a farlo conoscere alla grandissima platea televisiva. Intanto a calarsi nella parte del maresciallo che fece impennare come non mai gli indici d’ascolto, c’era Gigi Proietti. Nel cast prima Stefania Sandrelli e, successivamente, Veronica Pivetti. Tutte e cinque le stagioni furono girate tra il 1996 e il 2005.A ideare il personaggio di Rocca era stata la sceneggiatrice e scrittrice Laura Toscano scomparsa alcuni anni fa. A Giorgio Capitani si deve anche l’idea di ambientare la serie a Viterbo, nei pressi di Roma, una città che lui amava molto e che ha valorizzato nelle dieci edizioni della serie.

Ma sono state tante le fiction di cui è stato regista. Tra queste ricordiamo anche “E non se ne vogliono andare”, “Papa Luciani”, “Il generale Dalla Chiesa”, “Enrico Mattei”, “Rita da Cascia”. Invece ne “Il Paradiso delle signore” nel 2015 aveva partecipato come attore. Di questa serie ne se sta girando la seconda stagione. Tutti prodotti baciati da grandi consensi popolari.

Capitaniaveva cominciato la sua carriera  a soli 19 anni. Le sue prime esperienze si riferivano, però, soltanto a film di cassetta a basso costo. Ma furono indispensabili perchè gli fornirono le basi per cominciare a dirigere in proprio a partire dai primi anni cinquanta.

Per il grande schermo realizza film mitologici (Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili, 1964) e commedie come L’arcangelo (1969), Pane, burro e marmellata (1977), Vai avanti tu che mi vien da ridere (1982), Missione eroica – I pompieri 2 (1987).

L’esperienza del racconto semplice e per tutti, privo di velleità pseudoautoriali, gli apre le porte della televisione. E da oltre trent’anni Capitani frequentava il piccolo schermo conosciuto non solo dagli addetti ai lavori ma anche da un vasto pubblico per il quale aveva raccontato storie di gente comune. Nel 2012 aveva partecipato da attore in alcuni episodi di un’altra fiction di successo Che Dio ci aiuti.

Giorgio Capitani era stato anche uno scrittore. Dopo il suo primo libro dal titolo Il cinema nel cuore, aveva scritto Glentmore Hotel. Al Capone suite edito da Armando Curcio Editore. E lo aveva pubblicato nel 2016.



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