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 Milano. C'è una fetta di pubblico che ha seguito con curiosità l'adventure reality Pechino Express. Rai2 ha deciso di portare anche in Italia il format 'Better Late Than Never'. Da lunedì 22 maggio, infatti, andrà in onda in prime time Meglio tardi che mai, con protagonisti Adriano Panatta, Lando Buzzanca, Claudio Lippi ed Edoardo Vianello, in viaggio attraverso Tokyo, Kyoto e Osaka. Il programma viene presentato oggi, alla presenza degli artisti citati, di Ilaria Dallatana direttore di Rai 2 e del conduttore Fabrizio Biggio.



Introduce l'incontro la responsabile di Rai2 Ilaria Dallatana: "Quando Endemol è venuta a presentarci la versione americana di questo programma noi non abbiamo avuto dubbi. La prima ragione è perché interpreta il motivo del viaggio e noi come Rai2 abbiamo un po' questo copyright se si pensa a Pechino Express. Questo però non prevede una gara, ma è più un cahier di viaggio con quattro protagonisti d'eccezione, non giovani d'età, che hanno voglia di mettersi in gioco. Da una parte ci sono dei momenti di pura leggerezza con l'incontro con una cultura differente, dall'altra una riflessione sul presente, sul passato e sul futuro. Il risultato finale è stato differente rispetto all'inizio e al formato americano che punta molto sulla comicità e soprattutto vira sul superficiale e con ciò non voglio dare del superficiale agli americani, parlo di costruzione del programma secondo la linea di Nbc". 

La Dallatana continua: "la mia percezione sulla nostra versione è che ci sia una grande sincerità, un tema molto importante per Rai2 che volevamo emergesse, ad esempio, anche nel programma di Virginia Raffaele. 
C'è anche qualcuno che a un tratto sparisce e poi riappare, non c'è stata costrizione. Nell'ultimo anno abbiamo avuto modo di sperimentare su Rai2 attraverso il filo conduttore della contaminazione dei linguaggi, passando dal comedy show certo, ma anche con tante chiavi di lettura. 'Meglio tardi che mai' rompe un po' un tabù che la vecchiaia non possa essere rappresentata e anzi dimostra che non esiste. Solitamente si pensa ai giovanni che vanno in viaggio, ma a volte la gioventù non corrisponde a energia. 
I nostri quattro protagonisti hanno offerto un punto di vista maturo sulla vita".
La Dallatana ringrazia i quattro protagonisti e "l'improbabile guida" Biggio per essersi imbarcati in quest'avventura. 
 
Fa eco Paolo Bassetti, presidente di Endemol Shine Italy: "i nostri protagonisti hanno davvero avuto voglia di sperimentare. Il programma non è inscrivibile in un unico genere. È diverso da ciò che c'è in giro perché prima viene girato e poi scritto. Soprattutto in America si è creata una tendenza a realizzare programmi con protagonisti non più giovani. Noi siamo il primo Paese in Europa a realizzarlo, in America stanno già realizzando la prossima stagione; certamente l'abbiamo declinato a seconda della nostra cultura e anche dei personaggi a disposizione e che si mettono a disposizione. 
Loro quattro si sono messi veramente in gioco, anche inaspettatamente. A ciò si aggiunge un elemento: in tv il racconto del territorio è diventato fondamentale. È stata una bella sfida tratteggiare il Giappone, che non è semplice da affrontare né è facile girarci".
 
Fabrizio Biggio, che è stata un po' la loro spalla, introduce i 'fantastici 4': "la sincerità è venuta fuori perché ci son stati anche dei momenti commoventi dopo alcuni giorni insieme. Per me, vedendo la clip, è come se ricordassi un'esperienza tra amici. Ognuno di loro mi ha dato qualcosa di grande".
Interviene la Dallatana "dicendo di esser stata colpita da un momento a Kyoto in cui dovevano decidere da quale fonte dovessero bere, ad esempio quella della saggezza e poi al tramonto spiegavano perché".
 
Adriano Panatta riprende il concetto di energia di cui ha parlato la Dallatana: " l'energia che abbiamo messo è stata senza nessuno sforzo. 
In Giappone è tutto un rito, questa formalità a cui non siamo abituati. Io mi sono divertito molto, non mi sono mai annoiato. C'è stata anche la libertà di scelta di non andare a un evento - nel suo caso del karaoke. Come nei viaggi ognuno ha fatto ciò che preferiva. È stato tutto fatto a braccio".
Claudio Lippi
 
Biggio sottolinea il suo stupore nel constatare la forza fisica di Buzzanca nonostante i suoi ottantadue anni. L'attore però aggiunge di essere scivolato durante la visita ad un tempio.
 
Biggio riprende la parola raccontando come siamo andati in dei posti sacri dal tempio buddista al 'tempio' del sumo.
 
Buzzanca scherza sul fascino delle giapponesi e Biggio svela che una geisha ha cercato di farli ubriacare.
Claudio Lippi è astemio ma Panatta è riuscito a farsi convincere a bere più del consentito. Si avverte, mentre raccontano, uno spirito goliardico e scanzonato e dalle clip che ci hanno mostrato in anteprima davvero si percepisce il tema della sincerità.
Lippi continua: "Io non mi son portato nulla dall'Italia neanche i medicinali, l'antibiotico me l'ha dato Panatta. Non rifarei il viaggio in Giappone, ma magari mi piacerebbe andare in India anche se so che  questa esperienza può cambiare veramente le persone soprattutto se ci si reca nella parte più povera, dove esiste la lotta per sopravvivere".
 
I quattro hanno provato anche il sumo vincendo il possibile imbarazzo per il costume.


 
"Edoardo Vianello - ci dicono - ha portato nel suo trolley i crackers", facendoci capire così che non amava molto il cibo giapponese. 
 
Rispetto alla versione americana, in cui il viaggio è durato un mese, per quella italiana anche per questione di costi il viaggio è durato quattordici giorni. E sono stati dodici i giorni delle riprese. Ogni puntata dura 90'.
Viene chiesto come mai siano soltanto due puntate e la Dallatana spiega che è una prova, "inoltre, due si sostengono bene per raccontare un Paese come il Giappone. E sapevamo che sarebbero state programmate verso la conclusione della stagione".
 
Rispetto al cast Bassetti afferma che la squadra ha cercato quattro leggende italiane in vari settori. "Tutti e quattro i protagonisti, durante i provini hanno manifestato autoironia e non hanno nulla da dimostrare".
Buzzanca interviene rivelando: "il primo a esser chiamato son stato io. Ho fatto il giro del mondo ma non ero mai stato in Giappone per cui mi ha incuriosito, ma non vi tornerei". 
 
Riprende la parola il direttore di Rai 2 Ilaria Dallatana: "la Rai oggi ha un posizionamento buono: guarda a una parte del Paese molto evoluta senza trascurare quella più tradizionale anche grazie a questa voglia di sperimentare linguaggi".
 
Una riflessione extra: "mi dispiace che Nicola Savino passi a Mediaset perché è un amico, ma rispetto la sua scelta. È innegabile che in Rai gli artisti vengano pagati sotto la media del mercato da sempre. Gli hanno fatto un'ottima proposta che si sviluppa su due o tre anni e con un compenso alto.
La trasmissione che conduceva Savino continuerà ad esistere, sarà un'occasione per ripensarla".
Ultima modifica Venerdì, 19 Maggio 2017 14:27

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