Venezia 2017 da Suburra a Wormwood ecco le serie tv in anteprima


Il rapporto della Mostra del Cinema con la tv, con uno sguardo alle serie che saranno presentate in anteprima.

 La 74esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si sta avvicinando e, ancora una volta, le serie televisive hanno un ruolo importante all’interno della manifestazione. Segno dello stretto legame tra la manifestazione e la tv.

 E’ il segnale che il racconto per il piccolo schermo acquista sempre più prestigio e qualità e viene equiparato al prodotto cinematografico.

In realtà negli altri Paesi tutto ciò accade da tempo. Da noi, invece, dopo gli anni d’oro in cui grandi attori di teatro come Mariangela Melato, Ugo Pagliai, Giuseppe Pambieri, Paola Pitagora (per citarne solo alcuni) arrivavano nelle case degli italiani grazie ai vecchi sceneggiati, il trend si era invertito. Un “pregiudizio”, troppo spesso insito in chi si trovava dietro la macchina da presa, spingeva a differenziare gli interpreti in due categorie: teatro/ cinema e televisione.Il piccolo schermo risentiva di una sorta di complesso di inferiorità rispetto al grande schermo.

 La maggiore qualità del racconto televisivo e la possibilità di esprimersi in maniera più completa grazie al maggior tempo a disposizione, ha spezzato tale dinamica.

Lo dimostrano prodotti come “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, “Romanzo Criminale” (trasmesso anche su Canal+), “Gomorra” (stravenduto all’estero), “1992” e “1993” e, in ultimo, l’arrivo di Netflix.

Infatti alla Mostra del Cinema di quest’anno saranno presentati in anteprima lavori targati proprio Netflix. Ci riferiamo a “Wormwood” di Errol Morris, il quale, forte dello sguardo documentaristico (il suo “The Fog of War” ha ricevuto l’Oscar per il Miglior Documentario nel 2004), ha raccontato la storia della misteriosa morte dello scienziato Frank Olson. Il punto di vista adottato è quello del figlio, che portò avanti una battaglia per dimostrare che non si trattasse di suicidio, ma di omicidio organizzato dalla CIA. Il passaggio per il pubblico presente al Lido è previsto per mercoledì 6 settembre.

Suburra la serie

Nella sezione ‘Cinema nel Giardino’, invece, saranno proiettati in anteprima mondiale i primi due episodi di “Suburra – La serie” (sabato 2 settembre). Nel cast figurano Giacomo Ferrara, Eduardo Valdarnini, Francesco Acquaroli, Filippo Nigro, Claudia Gerini e lo stesso Alessandro Borghi (già presente nel film diretto da Sollima), scelto come “punto di rottura” di una tradizione che imponeva la figura della madrina per la serata di apertura e chiusura; stavolta spetterà all’attore che darà volto a Stefano Cucchi assurgere a questo ruolo. “Suburra – La serie” è la prima produzione italiana di Netflix, che sta sempre più togliendo pezzi da novanta dal mercato: la regina della serialità USA Shonda Rhimes (ideatrice tra l’altro di “Grey’s Anatomy”) ha lasciato la Abc per approdare sulla piattaforma streaming.

Per gli appassionati di “Gomorra” c’è una chicca tutta da vivere. L’isola del Lazzaretto Vecchio, infatti, ospiterà una nuova sezione dedicata alla virtual reality e tra i titoli italiani è presente “Gomorra Vr – We Own the Streets” di Enrico Rosati, che “utilizza” Marco D’Amore, Salvatore Esposito e Fabio De Caro per traghettare gli spettatori verso la terza stagione, prevista su Sky Atlantic da ottobre. Una curiosità per rimanere in tema, la stessa presidente di giuria di quest’anno, Annette Bening, è stata interprete nel 2005 di un film tv prodotto dalla HBO, “Mrs. Harris”, che le è valsa la nomination agli Emmy.

venezia 74

A Venezia 74 ci saranno in veste di autori del film diretto da George Clooney, “Suburbicon”, i fratelli Joen ed Ethan Coen. Ed è recentissima la notizia dell’acquisizione da parte di Netflix di “The Ballad of Buster Scruggs”, sei puntate dominate dal Western caratteristico dell’immaginario cinematografico di ciascuno di noi, dalle corse in diligenza ai rapinatori. Saranno rilasciate da Netflix nei primi mesi del 2018.

Infine: si era pensato che qualcosa sarebbe cambiato per il genere documentario sia nel mercato cinematografico che, forse, nelle vendite televisive dopo la vittoria di Rosi con “Sacro GRA”.

Purtroppo, invece, è più facile che un film documentario sia programmato alle ore 21 sui canali specializzati, che non sul servizio pubblico (eccezion fatta di “Fuocoammare” dello stesso cineasta e probabilmente per pochissime altre produzioni del genere).

L’orario adottato, infatti, è sempre quello della seconda serata. Un esempio: domenica 13 agosto, all’interno dello Speciale Tg1 è stato mandato in onda “Mia madre fa l’attrice”, il surreale documentario di Mario Balsamo (aveva debuttato nel 2015, nel Concorso internazionale del Torino Film Festival), in cui la cinefilia diventa uno strumento di dialogo tra madre e figlio. 

 



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