Alpha il nuovo canale per il pubblico maschile, la conferenza stampa


I dettagli sul nuovo canale, creato dal gruppo De Agostini. Ospiti all’esordio Martin Castrogiovanni, Gennaro Gattuso e Gianni e Marco Maddaloni.


Milano. Arriva il canale Alpha, il cui nome richiama di per sé il cosiddetto maschio Alpha e sarà in onda a partire dal 1° ottobre sul canale 59 del digitale terrestre. Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione.

Seguitela con noi.

Introduce il responsabile Digital di De Agostini Pierfrancesco Berardi “Immagino sempre che De Agostini faccia sempre pensare a cartine e atlanti, ma siamo nel mondo televisivo da dieci anni con un canale per bambini – DeAKids e DeaJunior, avviando un rapporto con Sky. Siamo sbarcati nel 2012 anche sul digitale terrestre con Super! Noi partiamo sempre dalla capacità di elaborare il target e proviamo a tradurlo in un mondo non solo televisivo. Questo vogliamo fare anche con Alpha, che ha avuto una lunga gestazione perché abbiamo valutato con attenzione il suo ruolo nel panorama free to air. Per noi l’uomo Alpha è un uomo vero, che vive in condizioni difficili, affrontando situazioni nel mondo del lavoro e non solo, dove deve dar il meglio di sé. Vogliamo trasmettere un messaggio inclusivo”.
Facendo da fil rouge interviene Massimo Bruno: “abbiamo scoperto che c’è bisogno di risvegliare l’istinto alpha che c’è in ognuno di noi. È un canale che racconta storie tramite le emozioni, mai come in questo caso ci saranno storie vere. Altra nota importante sono le produzioni originali poiché pensiamo che non dobbiamo solo importare, ma parlare anche delle realtà del nostro Paese. Tre filoni principali nel palinsesto: l’uomo vs la natura, vs il lavoro e vs se stesso.

Avremo serie molto avvincenti come Airport Security Colombia’ e ‘Dubai: il mega aeroporto’. A gennaio ci sarà ‘Mars’ di National Geographic. Sarà importante sia l’aspetto online che quella social. Il target a cui ci rivolgiamo è sui 25-44 anni, soprattutto uomini, ma non escludiamo le donne che vengono attratte anche dalle storie vere”.

 Ci viene offerto un assaggio video.

“Abbiamo in conferenza dei campioni in campo, e non solo. Gennaro Gattuso e Martin Castrogiovanni sono i protagonisti di Campi di Battaglia”.

Prende così la parola Gattuso: “nella mia carriera quello che è emerso era la cattiveria agonistica, non sono mai stato un calciatore a livello tecnico, ma nel mio dna c’è il dono datomi da madre natura di non mollare mai. Con l’impegno e la passione ho raggiunto obiettivi che neanche immaginavo io”.

Continua: “Mio padre è stato un genitore che non mi ha mai stressato, pochi schiaffi, ma tante parole che mi son portato in tutti questi anni. Mi ha insegnato il rispetto dell’ambiente in cui sono. Quest’anno è la prima volta che lavoro con i diciassettenni e vado alla ricerca delle regole, ci vogliono disciplina e rispetto. Non capiscono la fortuna, sembra tutto dovuto. Non so se sono un uomo alpha, questo lo lascio a dire a voi. Il calcio mi ha aiutato a rispettare le regole, a prendermi gli schiaffoni, che ai miei tempi c’erano, adesso non si può più”.
Sempre Gattuso: “ho deciso di parteciparvi perché in vent’anni di carriera ho centrato molti obiettivi, ho anche sbagliato diverse volte. Tutto ciò va raccontato anche ai più giovani e mi faceva piacere farlo con il team di Alpha, alla loro maniera. Non mi sento a mio agio in tv come su un campo di calcio per cui preferisco lasciar fare la televisione a chi la sa fare” escludendo di tornare sul piccolo schermo anche con un suo programma.

La palla passa a Castrogiovanni: “Ho scelto lo spirito di squadra come valore perché fa parte dello sport in cui mi impegnavo. A questo aggiungo l’umiltà, non dimenticarsi da dove uno viene, gli amici, la famiglia e purtroppo si sta perdendo. Quando sei famoso sei sulla cresta dell’onda, se non ti sei comportato bene con le persone, quando non sei più noto, vai sotto terra. Come ha detto Rino per i ragazzi è tutto dovuto e scontato. Il problema però non sono i bambini, ma ciò che c’è a casa. Nel campo si può migliorare, non insegnare da zero”.

Più avanti andrà in onda ‘Bisonti’ sulla squadra di rugby del carcere di massima sicurezza di Frosinone e Bruno chiede al giocatore cosa ne pensa. “Conosco questa realtà perché la prima squadra di rugby in carcere è stata creata in Argentina, ne ho conosciuta anche una di Torino. Io credo che qualsiasi sport dà delle regole, poi certo penso che sia molto educativo in una realtà difficile com’è quella del carcere. Il problema è reintegrare i ragazzi nella società, ma siamo anche noi che ci chiudiamo quando scopriamo che son stati dei detenuti”.
Una domanda a Castrogiovanni: si può ipotizzare una carriera televisiva?
“Il rugby non mi divertiva più, non è più il mondo che ho conosciuto quando ho iniziato. Vedo finta sportività, ci sono tanti interessi per gli sponsor, siamo un pezzo di carne, ci usano finché possono usarci. Ora sono molto più a mio agio davanti all’obiettivo della macchina da presa, poi se capirò che non son portato, si può sempre tornar indietro”.
Passiamo a una storia toccante che verrà trattata nel ‘Clan Maddaloni’ con Gianni e Marco Maddaloni, ambientata nella loro palestra a Scampia. In onda a novembre.
“Dico sempre ai genitori di applaudire anche quando i figli perdono. Ringrazio di esser qui anche per l’emozione di avere Rino (Gattuso) accanto, che è un bravo guaglione e ringrazio il cuore di Martin. Lo sport è una cosa seria, noi dobbiamo metter il fair play dello sport. Bisogna trasmettere lo spirito dello sport, il rispetto delle donne, della mamma. Alpha vuol dire rispettare anche la propria carne, il proprio territorio. Ci sono parecchie tematiche da trattate, tutto ciò parte da una grande sofferenza e io faccio la parte dello Stato, dando l’opportunità ai bambini di potersi esprimere. Io non voglio che passino ciò che ho passato io” racconta Gianni Maddaloni. “Io ho avuto la fortuna che mio figlio ha vinto le Olimpiadi, il mio coraggio è stato anche quello di dire di no. Il comune mi voleva dare una palestra in una zona in, sono uscito fuori e non ho visto le vele e mi son detto: che ci faccio io qui. Non sono un eroe, sono una brava persona. Ho anche dei detenuti con cui mi relaziono“.
Scherza il figlio Marco: “io potrei far a meno di venire quando viene mio padre, ma mi fa piacere esserci sia per ascoltarlo, che per frenarlo”.
Rilanciando queste parole così sentite di Gianni Maddaloni, da cui traspare la verità di ciò che verrà raccontato su Alpha, diamo appuntamento sul canale 59 dal primo ottobre.


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