Spot in tv: Crozza e la Lavazza che i cinesi non possono comprare


Dicembre è arrivato, Natale si avvicina. E in tv arrivano gli spot a tema, a partire dall'ultimo della Lavazza con Maurizio Crozza.


Nessun albero addobbato né neve o atmosfere di case calde e accoglienti: per Natale però, c’è un oggetto del desiderio. Si tratta della Jolie Plus, macchina per il caffè.

Ma lo spot non è solo un semplice messaggio promozionale: grazie al suo interprete infatti, trova un collegamento con l’attualità del Paese.

Sono diversi i casi di grandi aziende italiane vendute ai cinesi: ha fatto scalpore la vendita del Milan, ma ci sono anche  Pirelli e Krizia. Gli imprenditori asiatici hanno acquisito percentuali importanti anche in gruppi che producono olio, forniscono energia, realizzano gioielli.
Un acquisto favorito spesso dalla situazione critica in cui versavano le aziende, che sono così state vendute perché in passivo.

È sulla base di questi presupposti che il testimonial Maurizio Crozza costruisce il nuovo spot della Lavazza: tutto sommato una sorta di favola natalizia, seppur non inserita nei canoni tradizionali del racconto festivo.
Protagonisti dello spot, tre personaggi tutti interpretati dal comico genovese. Noto al grande pubblico proprio per le sue capacità di imitatore, Crozza qui è: facoltoso imprenditore cinese, avvocato dell’uomo e San Pietro, “proprietario” della Lavazza. Sempre tra le nuvole, naturalmente: in Paradiso.
Quando però, attraverso il legale intermediario, il cinese propone i suoi tanti soldi per rilevare la Lavazza, la risposta è no. Per ben due volte, nonostante la “grana” che possiede l’altro: e come non si vende la Lavazza, stesso discorso vale per il Paradiso. Insomma: qualcosa che non ha un prezzo, esiste.
All’imprenditore cinese perciò, non rimane che ripiegare sulla nuova Jolie Plus: quella sì che si può comprare. L’oggetto più desiderato del Natale, ci dice la voce fuori campo.
Il cinese va via con due macchinette per il caffè, caricate su una carriola insieme a due angeli: è lui stesso inoltre che le spinge. Intanto, l’avvocato gli suggerisce che la scelta è giusta. La telecamera si allontana, lasciando i due soli tra le nuvole.
Si conclude così lo spot, con il ricco di turno che perde importanza sullo sfondo. Confinato a un ironico lavoro manuale, lui che avendo tanta “grana” doveva per forza prendere qualcosa prima di andare via: invece deve accontentarsi, lasciando la scena con mestizia.

Anche senza la retorica natalizia e luci colorate, l’azienda confeziona un augurio per il Paese: quello di non doversi più svendere. Di non dover rinunciare più alle proprie eccellenze.
E per coglierlo, non bisogna nemmeno saper leggere troppo tra le righe.



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