Spot in tv: la natività social di Idealista.it


Maria e Giuseppe ai tempi dei social network: è questa l'idea alla base degli spot di idealista.it.


La campagna pubblicitaria, lanciata in occasione delle festività natalizie, racconta la ricerca di una casa attraverso l’applicazione del sito.

Non mancano gli elementi classici della natività, ma tutti reinterpretati in chiave moderna.

L’ambientazione infatti, è la Betlemme dell’anno zero: non mancano perciò né la stalla né il bue e l’asinello o i tradizionali abiti “da presepe” dei protagonisti. A fronte però di tali caratteristiche, Maria e Giuseppe vengono immaginati come una coppia che usa lo smartphone per trovare casa a pochi giorni dalla nascita del loro bambino.
I due si conoscono grazie a un “like” grazie alla “Hallelujah app”, e dopo il primo bacio, Maria è già incinta. A quel punto occorre trovare casa: così i due si ritrovano in una stalla. Più tardi, nello scorrere le voci degli annunci, si imbattono in appartamenti al sesto piano senza ascensore: a quel punto però, il passeggino costruito da Giuseppe si dimostra essere “un aratro”.
La campagna si intitola Oh my God, ed è articolata in tre spot per la tv: a partire dal 24 dicembre, giorno del lancio, in tv ne viene rilasciato uno ogni settimana in modo che il racconto si dipani nel tempo. Sulla pagina Facebook di idealista.it invece, sono presenti altri episodi: in uno ad esempio, la coppia aspetta che venga consegnato il sushi per cena. Una volta arrivato il fattorino però, Maria domanda al compagno quanto cibo abbia ordinato: ma è il bambino che moltiplica.

La campagna è stata lanciata online da un video in cui viene mostrato l’innamoramento di Maria e Giuseppe: una volta noto l’antefatto, sul piccolo schermo è arrivato il seguito. Dalla ricerca della casa, finendo in una stalla, fino alla nascita del bambinello, quando l’ostetrica chiede di parlare col padre e, vedendo la titubanza di Giuseppe, chiede se questo padre esista.

Dopo quella di Conad, un’altra natività pubblicitaria: mentre nello spot di Pupi Avati si gioca sulla componente emozionale, qui la chiave utilizzata è l’ironia.
Una scelta che in rete è stata considerata irrispettosa da alcuni, ma che sicuramente strappa un sorriso grazie alla dissacrazione del religioso. E omaggia il Natale senza ricorrere a stereotipi preconfezionati.
L’idea creativa è di Gibbo&Lori, mentre la produzione di Sedici 9. La pianificazione media è curata dal team di comunicazione di idealista.



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