Valerio Massimo Manfredi con Argo racconto la Storia attraverso i grandi sogni


Trattare la Storia e i suoi protagonisti come un romanzo, rendendoli vivi, appassionati e soprattutto contemporanei. È questo uno dei segreti del successo di Valerio Massimo Manfredi.


 Trattare la Storia e i suoi protagonisti come un romanzo, rendendoli vivi, appassionati e soprattutto contemporanei. È questo uno dei segreti del successo di Valerio Massimo Manfredi, professore e storico, archeologo e scrittore di bestseller nonché conduttore televisivo, che da venerdì 18 novembre alle 21.10 su Rai Storia, torna sul piccolo schermo con “Argo. Un viaggio nella storia”, il nuovo programma di Rai Cultura firmato da Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Davide Savelli e Clemente Volpini, con la regia di Claudia Mencarelli.

Professore, qual è l’idea di fondo di Argo?

Raccontare la storia attraverso i suoi grandi temi, i grandi sogni, le aspirazioni, la giovinezza, la ricchezza, l’amore, la velocità la libertà, la frontiera, il corpo, il silenzio. Nella prima puntata partiamo dalla giovinezza, con il suo eroismo e l’incoscienza le scelte, la scoperta delle vocazioni, le passioni mutevoli e l’incertezza.

E come nasce Argo?

Diciamo che gli Argonauti rappresentano un po’ il pretesto, con la loro navigazione, la loro esplorazione. E Argo (che è anche il nome della nave con cui Giasone e gli Argonauti sono andati a caccia del vello d’oro, ndr) è appunto una esplorazione storica che va per argomenti che toccano la sensibilità umana, le emozioni forti e violente che ci fanno sentire vivi. Io sarò in una specie di hangar che rappresenta il ventre della nave Argo e un po’ gioco a essere complice di Giasone. Mi sono anche divertito molto a realizzare questo programma, lo devo ammettere.

Lei è un po’ il narratore, insomma, la memoria storica?

Io, da quel ventre immaginario, traccerò le origini più antiche, mitologiche del tema proposto ogni settimana, mentre i miei giovani inviati andranno a caccia di nuove tracce e storie nei secoli più recenti e proporranno servizi nei luoghi teatro di eventi e curiosità sorprendenti.

Professore, quanto è importante il passato per poter capire davvero il presente?

Il passato è molto importante perché ci consente di capire meglio il presente, che è inconsistente, veloce, impossibile da fermare. Il passato, invece, è fermo e quindi si lascia studiare.

valerio massimo manfredi 2

Argo non è il suo primo programma: che valore ha per lei la tv?

Io non cerco la tv e non insisto mai per farla: se mi chiamano vedo se quello che mi propongono è interessante e nel caso lo faccio.

La tv quanto è importante per far arrivare alle persone la nostra storia, le nostre radici?

La tv è un mezzo e come tutti se usato bene può essere importantissimo, se usato male invece… un disastro.

C’è un programma, tra quelli che ha già condotto, cui è particolarmente affezionato?

Direi Metropoli di Gregorio Paolini: bello, con una grande potenza espressiva e una forza d’animo incredibile. L’ho amato davvero molto.

valerio massimo manfredi 3

I suoi romanzi e le sue trasmissioni televisive hanno sempre riscosso un grandissimo successo. Qual è la ricetta per entrare nel cuore dei lettori e del grande pubblico televisivo?

Non credo ci sia una ricetta vera e propria; ritengo più che altro indispensabili l’intensità della scrittura e la sua forza emotiva. L’emozione è fondamentale nella vita. Se la storia è il tentativo dell’umanità di creare, il mezzo della sua narrazione è proprio l’emozione.

Spesso la scienza del passato viene definita inutile. Lei cosa ne pensa?

Rispondo con una domanda: la Nona di Beethoven è inutile? L’Infinito di Leopardi, la Divina Commedia servono a qualcosa? Proprio per questo sono indispensabili, perché ci fanno grandi e più liberi; senza saremmo miserabili.

Eppure si fa sempre tanta fatica a trovare fondi statali da investire nella cultura. Perché?

Il Mecenatismo, vale a dire gli uomini, si è sempre occupato di cultura, di seguirla, promuoverla, sostenerla; perché dovrebbe farlo ora il governo? Facciamolo noi uomini! Io stesso sono presidente di una Fondazione teatrale: mica aspetto gli altri, ci penso io in prima persona.

Dopo Argo, la rivedremo in tv?

Vedremo quello che mi verrà proposto. Io non mi cruccio mai per la tv: diciamo che da grande non voglio fare il conduttore televisivo.



0 Replies to “Valerio Massimo Manfredi con Argo racconto la Storia attraverso i grandi sogni”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*