Annalisa Scarrone su Italia 1 con Tutta colpa di Galileo dal 4 dicembre


Annalisa Scarrone torna su Italia 1, a partire dal 4 dicembre in seconda serata, con "Tutta colpa di Galileo", nuovo docu-viaggio di tre puntate con meta, questa volta, le stelle.


 Milano. Annalisa Scarrone si ributta nella fisica. Quella passione di ragazzina che già lo scorso anno l’aveva resa conduttrice TV con il programma “Tutta colpa di Einstein – Quelli del Cern”. E torna su Italia 1, a partire dal 4 dicembre in seconda serata, con “Tutta colpa di Galileo”, nuovo docu-viaggio di tre puntate con meta, questa volta, le stelle. Dopo averci raccontato come funziona il più grande centro di Fisica delle particelle, in cui si indaga l’origine del cosmo, la cantante ligure racconterà il suo viaggio nel Centro Astronautico Europeo. 

La nuova avventura di Annalisa, presentata nella splendida cornice della Pasticceria Marchesi in galleria Vittorio Emanuele a Milano, è targata DueB Produzioni di Luna Berlusconi, per la regia di Alessandra Torre. Il viaggio incomincia dal Planetario di Milano, simbolo del cielo sopra di noi, fa poi tappa al Politecnico, nella facoltà di Ingegneria Aerospaziale, quindi prosegue a Colonia, sede del Centro Astronautico Europeo, dove vengono reclutati e formati i protagonisti delle missioni spaziali a bordo del laboratorio Columbus. Durante il percorso, Annalisa non solo avrà la possibilità di vivere in prima persona le esperienze degli astronauti, ma incontrerà le eccellenze italiane dello spazio Samantha Cristoforetti, Paolo Nespoli e Luca Palmitano. Nel corso del viaggio, ci sarà anche spazio per approfondire i legami tra la moda, la cucina e la cultura con lo spazio. E ovviamente… verrà mostrato come la terra appaia vista dal cielo.

Spiega Alessandra Torred “Tutta colpa di Galileo è la continuazione ideale del viaggio i iniziato da Annalisa lo scorso anno al Cern; lì abbiamo studiato un progetto e siamo entrati in contatto con l’Esa. Ora il viaggio si fa più pop e si va nello spazio. In Italia, ci teniamo a sottolinearlo, l’agenzia spaziale è molto attiva. E abbiamo scoperto che Torino è la città dello spazio. Annalisa si è sentita assolutamente a suo agio nel trasformare in materia fruibile, pop, la materia scientifica e ha provato gli addestramenti e alcuni degli esperimenti che fanno gli astronauti prima della partenza per lo spazio. Nel corso del programma parleremo anche dei satelliti e delle sonde, il modo in cui l’uomo arriva ai confini dello spazio. Abbiamo camminato sul terreno marziano, osservato dalla costellazione dei satelliti e scoperto lo stato di salute della terra”. Nel corso del viaggio “Annalisa canta e suona e rende omaggio a una canzone ispirata allo spazio e incontra
un giovane che ha saputo trasformare la sabbia marziana in moduli abitativi”

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Annalisa:È stata una esperienza molto bella , forse anche di più di quella scorsa, perché ho la sensazione che l’avventura nello spazio abbia un linguaggio ancora più pop e possa arrivare a tutti. Lo spazio abita un po’ i sogni dei bambini, la loro fantasia. Questo mi ha ispirato tantissimo, ancora di più. Conservo gelosamente il mio passato scientifico e ne vado orgoglioso. Quest’anno ho vissuto una avventura in una delle più grandi applicazioni di quello che ho studiato. A Colonia abbiamo viato le produzioni dei moduli spaziali. Avere la percezione della vita degli astronauti è davvero impressionante e ti fa riflettere. Esperienza unica, bellissima”.
Ma c’è vita nello spazio secondo Annalisa?
“La mia idea conta pochissimo. Mi è stato detto che con la missione exo mars ci si propone di capire proprio se c’è stata vita su Marte. Mi piace pensare ci sia stata e che lo stesso valga per altre zone indefinite dell’universo. Spero questa missione nel 2020 porti importanti notizie e conferme. Da spettatrice sono molto attenta e attratta a tutto ciò”.
Alessandra Torre: “Annalisa fa un viaggio fisico e anche dell’anima. Il Cern era più difficile, lo spazio è più pop. Lo scorso anno abbiamo avuto grandissimo ascolti, soprattutto da parte di giovani. Speriamo di replicare!”

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Annalisa: “La differenza è il tema che forse è anche più elaborato perché siamo andati in tanti posti, abbiamo viaggiato tantissimo. Siamo stati a Colonia, Torino, Milano, Frascati, Amsterdam. Ho anche volato”.

Molte canzoni sono state realizzate sul mondo delle stelle: “Ho cantato canzoni ispirate dallo sguardo verso il cielo e l ignoto e continuerò a farlo, fa parte della natura umana. Quando non trovi risposte in te stesso le trovi, le cerchi verso il cielo. A me accade così . A me piacerebbe realizzare un progetto che suggerisce questo progetto, come già “una finestra tra le stelle”, provare a comunicare il tuo messaggio attraverso l’imponenza del cielo”.
Curiosità sui personaggi che hai incontrato in questo viaggio: “Tutti i personaggi che ho incontrato mi hanno compito tantissimo, dagli istruttori agli astronauti. In particolare Nespoli, perché è come se ci avesse preso e fatto vivere attraverso le sue parole e i suoi video. Mi ha fatto sperimentare, sentire partecipe della sua missione”.

Cosa ti giunge dal piccolo schermo? “Sono una cantante prestata alla TV e vivo questa esperienza legata all’argomento che tratta. Tutto nasce dai miei studi e alla mia passione per la fisica. Da qui nasce il grande entusiasmo per vivere questa avventura; io non la vivo come una conduzione vera e propria, ma viaggio e medio in modo pop quello che vedo. Io sono pop! La mia passione per la scienza ha fatto sì che mi venisse naturale legarmi a questo progetto. Per altre conduzioni TV non so, ma con questo stile… sicuramente tutta la vita”.

Hai provato in prima persona qualche esperienza durante questo viaggio? “Ho provato la centrifuga, che è un marchingegno in cui l’astronauta è sdraiato legato in questa struttura che gira. Più veloce gira più sperimenti la sensazione che sarebbe senza gravità. In quel caso i fluidi vanno tutti verso l alto. Non sono andata alla velocità con cui vanno gli astronauti. La sensazione è forte, quando vendo ti senti le gambe che non ipso sono come dovrebbero, ti gira la testa e ti viene la nausea”.

E Sanremo? “Quest’anno si salta, ma farò a Milano il Concerto di Capodanno: sono super felice, entusiasmo alle stelle. Io faccio prima di Mario Biondi”.
Luna Berlusconi a proposito di Antonio Ricci secondo cui in TV non si può fare cultura: ” lui è un grande e noi ci siamo dovuti inventare programmi per farci notare, inserendoci in spazi piccoli. All’inizio avevo un po’ di timore, perché la TV di norma non regala contenuti divulgativi. Sei per cento di notte, primi su Twitter. Sta a noi rendere tutto ciò pop. Annalisa ha saputo trasformare qualcosa di divulgativo che poteva diventare un documentario a pop. Italia 1 si può permettere di presentare e offrire qualcosa di nuovo. Grazie a Mediaset che ha creduto in noi. Faremo anche la terza edizione del programma. Forse ci sposteremo anche un po’ nel mondo dell’rte con le sue eccellenze. La gente ci guarda con curiosità”.

Annalisa, cosa guardi in TV? “Dipende cosa mi serve in quel momento. Guardo di tutto, soprattutto serie TV: il trono di spade.

Faresti un reality? “Non parteciperei mai a un reality perché non saprei viverla nel modo giusto, non ne sarei all altezza. Scrivo e canto canzoni, spiego che la scienza è una delle cose più fighe del mondo, lì non avrei nulla da dire nulla”.

E il giudice in un talent? “Mi piacerebbe fare il giudice, ma devi essere all’altezza. Se prendi una decisione devi farlo con la testa e con responsabilità perché hai a che fare con persone che credono e sperano in te. Devi saper riconoscere un talento e non sbagliare. Devi sempre essere molto chiaro, a volte cattivello”.

Alessandra Torre sulla scelta di Annalisa alla conduzione: “Abbiamo un’amica in comune che mi ha fatto sentire dei suoi provini e mi ha detto che era laureata in fisica. Quando abbiamo iniziato il progetto, a cinque giorni dalle riprese, mi hanno detto che bisognava partire per Ginevra, l ho chiamata subito e lei ha subito risposto di sì con grande entusiasmo”.

Annalisa: oggi giornata della violenza sulle donne: condanno mille volte la violenza e vorrei invitare le donne ad essere capaci di capire quando l’amore non è amore e diventa malato. Mai subire, bisogna reagire, essere forti, non aver paura.



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