Alessandro Borghese quanta emozione dinanzi ai paccheri al pomodoro del mio papà


Intervista a Chef Borghese che racconta il suo rapporto con la cucina e svela che in futuro farà soltanto il cuoco.


 Alessandro Borghese è uno degli chef più amati d’Italia: con il suo fare da gentleman, il garbo e l’educazione, l’allegria e il sorriso sempre stampato sul viso ha conquistato le nonne e pure i bambini. Ha un’anima rock, ma la sua cucina presenta spesso tinte rosa, per via di quel tocco femminile che gli è proprio.

Nei suoi piatti semplicità e lusso si sposano in un sound favoloso. E mentre si diverte a cucinare a ritmo di musica nel programma Kitchen Sound versione Xmas, eccolo intento a girare per l’Italia con Alessandro Borghese – 4 Ristoranti, il cooking show on the road in onda in prima serata su Sky Uno HD a caccia di quei ristoratori del Belpaese che hanno saputo mettere nel piatto il meglio della tradizione locale e territoriale.

Quella tradizione cui lo stesso chef rock & social non sa rinunciare: “La mia cucina ha una forte impronta di territorialità, le materie prime sono il 90% del mio lavoro. Seleziono gli alimenti attraverso l’eccellenza dei prodotti regionali italiani, seguendo le stagioni e utilizzando anche materia prima internazionale. Il cibo che “parla” italiano è ricco di storia, racconta la nostra cultura, semplicemente resta immutato nel tempo e diventa un patrimonio da salvaguardare. Questa è la filosofia della mia cucina”.

È un po’ quello che trova girando per l’Italia?

Esattamente. I ristoratori che ho incontrato hanno fatto della cucina del loro territorio la loro ragione di vita. Le tradizioni, le radici, sono tutte nei loro piatti”

Alessandro, siamo alla terza edizione di 4 Ristoranti. Qual è l’ingrediente che le piace di più?

Il racconto delle persone, le emozioni, i sacrifici. D’altra parte la cucina è storia, sacrificio, sentimento, emozione.

alessandro borghese 4 ristoranti

Lei si emoziona in cucina? Se sì, davanti a quale piatto?

Davanti ai paccheri al pomodoro che faceva mio papà.

Ma quanti piatti ha assaggiato in questi suoi viaggi culinari?

Sicuramente più di 1250, ho visitato più di cento ristoranti e… il fisico si mantiene ancora bene, eh?!

Il segreto del successo di 4 Ristoranti?

4 Ristoranti non si limita al discorso culinario, ma è un vero e proprio spaccato dell’Italia. E la gente si diverte a giocare con il format, che è un prodotto nuovo, originale. Diventa un gioco che si fa quasi a casa, si organizza persino la vacanza attorno ai ristoranti che presentiamo”.

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Quanto sono divertenti questi viaggi gastronomici?

Moltissimo, si vedono realtà uniche e si vivono anche momenti divertenti, esilaranti. In un freezer ho trovato una impepata di vongole congelata con tanto di vassoio d’argento, c’è chi ha servito dei germogli fatti crescere nel cotone con lo stesso cotone, chi si è dimenticato di pulire il pesce prima di cuocerlo…

In tv cucina con i bambini (Junior Masterchef), sta ai fornelli a ritmo di musica (Kitchen Sound) e va a caccia di talenti sul territorio (4 Ristoranti). Quale sente di più nelle sue corde?

Che idea! Dato che adoro tutte e tre le cose, studierò un programma che le riassuma tutte e tre!

Le sue conduzioni televisive sono tutte legate ai fornelli. Ci sono chef che hanno scelto anche la strada dello show più tradizionale. Accetterebbe mai una conduzione “classica”?

Ma no! Io sono nato cuoco e morirò cuoco. Devo fare cucina, il resto non mi interessa. Poi non si sa mai nella vita, però…



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