Pietro Orlandi tutti i misteri sulla scomparsa di Emanuela | Crime+ Investigation


Pietro Orlandi, tutti i misteri sulla scomparsa di Emanuela | Crime+ Investigation. L'inchiesta cercherà di svelare tutti i retroscena su un caso che continua ad interessare l'opinione pubblica anche dopo 34 anni.


Da 34 anni Pietro Orlandi cerca la verità sulla scomparsa della sorella Emanuela. In oltre tre decenni si sono susseguite ipotesi varie mai suffragate da prove concrete. Adesso domenica 14 gennaio su Crime+ Investigation (canale 118 della piattaforma satellitare Sky), Orlandi racconta la sua verità sulla sparizione di Emanuela che all’epoca, nel 1983, aveva solo 16 anni ed era una cittadina vaticana.

 

Abbiamo incontrato Pietro Orlandi che ci ha anticipato molte ipotesi sulla sorte della sorella. Ne parlerà domenica 14 gennaio in prima serata. E successivamente sempre su Crime+ Investigation si occuperà, ogni martedì alle 22:00, di altri 5 casi di persone scomparse di cui non si hanno avuto più tracce.

Qual è la verità sulla scomparsa di Emanuela dopo 34 anni di indagini?

Noi riteniamo che dietro il rapimento e la scomparsa di Emanuela ci sia un ricatto molto forte che interessa le più alte sfere del Vaticano. C’è qualcuno insomma che tiene ancora sotto smacco autorità ed esponenti della Curia di alto rilievo.

Si spieghi meglio.

In tutti questi anni ci sono state indagini continue anche da parte della procura romana. Ma ad un certo punto le ricerche sono state bloccate perché gli esponenti in Vaticano coinvolti nella faccenda erano talmente in alto che più in là non si poteva andare. Questa è la drammatica verità.

Ci dice qualche ipotesi di cui si è parlato di meno?

Probabilmente Giovanni Paolo II era a conoscenza della verità ma non è stato mai possibile sapere qualcosa da lui nonostante le nostre richieste. Recentemente abbiamo domandato anche a Papa Francesco dove fosse Emanuela. La sua risposta è stata: “è in cielo”. Una risposta troppo generica per essere accettata. Inoltre anche Papa Ratzinger all’epoca era in Vaticano e sicuramente è a conoscenza di quanto era accaduto. Anche il Cardinale Giovan Battista Re, che all’epoca era assessore agli Affari Generali della Segreteria di Stato vaticana conosceva la questione di Emanuela. 

Qual è l’aspetto di questa drammatica faccenda che l’ha colpita maggiormente?

Abbiamo chiesto più volte anche a Papa Francesco un ricordo, una parola su Emanuela. Sarebbe stato un gesto benevolo utile sia alla memoria di mia sorella, sia a tacitare tutte le mie iniziative. Io infatti sono stato promotore di infinite manifestazioni per cercare la verità. Se avessi ottenuto anche un semplice ricordo di Emanuela mi sarei bloccato. E invece c’è stato il silenzio, il nome di mia sorella non viene mai nominato, tendono sempre a glissare sull’argomento. Dovranno prendere una decisione a tale riguardo.

Lei ritiene dunque che in Vaticano qualcuno sappia ancora tutto?

Sicuramente sì e questo è acclarato. Ma non è detto che le attuali eminenze siano responsabili di quanto è avvenuto a mia sorella. Certo ne sono a conoscenza e con il loro silenzio diventano automaticamente corresponsabili delle persone che in quegli anni hanno avuto un ruolo nel rapimento di Emanuela.

Lei parla di rapimento. Ha delle prove?

Una delle ipotesi circolate è che mia sorella sia stata rapita da qualche associazione a livello internazionale legata al traffico dei minori. Chi l’ha presa ha usato questa tecnica per assicurarsi un’omertà completa.

Crede che possano avere avuto un ruolo anche il Cardinale Casaroli, allora Segretario di Stato, e il Cardinal Marcinkus responsabile dello IOR?

Personalmente ritengo di no.

Gli altri scomparsi di cui si occupa nel programma, come sono stati selezionati?

Rappresentano dei veri e propri cold case sui quali è stata apposta la parola archiviazione. Per onorare la memoria di mia sorella accendiamo i riflettori su questi casi cercando, con l’aiuto di familiari ed amici, di trovare qualche indizio che possa far riaprire le indagini.Si tratta di Federica Farinella, Emanuele Arcamone, David Fedi, Fabrizio Catalano, Nicholas Ravaioli.



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