Ciao Darwin, polemiche sui casting omofobi e razzisti


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 Inizierà soltanto il prossimo 4 marzo su Canale 5,ma Ciao Darwin è già al centro di polemiche. Il programma condotto fin dal lontano 1988 da Paolo Bonolis e Luca Laurenti è stato contestato da Monica Cerutti assessore all’immigrazione e alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

Tutto questo perché nel corso delle selezioni che si sono svolte nella regione Piemonte per cercare i nuovi concorrenti, sono stati fatti dei casting per razzisti e omofobi.​  Certamente le due categorie sarebbero state protagoniste di una delle puntate del noto programma di intrattenimento. Usiamo il condizionale perchè, dopo questa protesta, qualcosa potrebbe o dovrebbe cambiare.

Come si ricorderà il meccanismo del programma prevede la presenza in studio di due schieramenti differenti che  si confronteranno su differenti prove di abilità e cultura generale. Ad esempio nelle edizioni del passato andate in onda, abbiamo visto nobili contro plebei, poveri vs ricchi, arbitri contro tifosi, grassi contro magri e così via in una continua gara virtuale tra categorie non sempre proponibile ma finalizzata a catturare l’attenzione e la curiosità del pubblico.

 Ora è accaduto che in uno dei casting realizzati in Piemonte,lo scorso 12 gennaio, si siano cercati personaggi da inserire nelle due categorie di omofobi e razzisti.

Dopo le parole dell’assessore Cerutti, per il momento da parte di Mediaset che trasmette il programma, non ci sono risposte. Ma sulla questione, la polemica sta divampando.  In un momento in cui c’è già tanta divisione, fa notare l’assessore, il casting di Ciao Darwin è inammissibile. Si tratta di un vero e proprio schiaffo al rispetto delle persone e dei diritti di tutti. E’ inconcepibile, in un momento come questo durante il quale l’odio nei confronti di tutto ciò che è diverso è sempre maggiore ci siano programmi televisivi che tentino di aumentare la xenofobia e l’omofobia.

La Cerutti fa anche notare che bisogna tener presente come ci sono milioni di persone che si informano solo attraverso il piccolo schermo e quindi è impensabile che la tv possa proporre populismi e strumentalizzazioni di questo tipo.

Infine c’è da sottolineare l’amaro comunicato diffuso dalla Film Commission locale che ha ribadito di avere ospitato diverse volte il casting organizzato dalla redazione di Ciao Darwin. “Abbiamo confidato sulla professionalità e la correttezza finora dimostrate e nella mancanza totale di elementi che potessero rimandare a argomenti sociali e politici.Nella velocità del lavoro quotidiano, non è stato possibile notare tra le varie tipologie di concorrenti quelle indicate. Ci dispiace molto perchè Film Commission nel suo lavoro riconosce al cinema e alla tv un ruolo sociale e culturale”.



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