Laura&Paola, la recensione


Riflessioni sul nuovo show di Laura Pausini e Paola Cortellesi all'esordio su Rai1 con ospiti Mengoni, Noemi, De Luigi, Bocelli

 Uno show decisamente sopra le righe, gridato e persino ansiogeno. Colpa delle due padrone di casa che sono apparse esagitate, frenetiche nei movimenti e nell’esprimersi. Non sono riuscite a celare l’emozione della prima puntata. E il programma ne ha risentito. Laura& Paola, all’esordio il primo aprile su Rai, ha mostrato, innanzitutto, i limiti di due artiste che non hanno saputo gestire la conduzione, mestiere al di fuori delle rispettive corde professionali.

 {module Pubblicità dentro articolo}

Ed hanno espresso il meglio soltanto quando ognuna si è rifugiata nelle proprie espressioni artistiche. I momenti di interazione tra le due, i dialoghi, i finti battibecchi, le gag, non avevano il crisma della credibilità: tutto è stato diligentemente scritto a tavolino, ma le due sembravano leggere, anche maldestramente, un copione. Sono mancate la spontaneità, la leggerezza, lo charme di uno spettacolo che fin dall’inizio, si è mostrato troppo pretenzioso con la finta sorpresa dell’intervento (registrato) di Fiorello e con la presenza di Andrea Bocelli.

Per dimostrare di essere due regine, Laura&Paola hanno chiamato alla loro corte molti altri ospiti: da Raoul Bova (attualmente presente su Canale 5 con la serie Fuoco amico TF45-Eroe per amore) a Marco Mengoni, da Noemi a Fabio De Luigi fino a Paolo Fox. Sanno che dalla prima puntata dipendono il successo e il futuro di uno show. 

Assolutamente evitabili alcuni sketch: nel più penoso la Cortellesi interrompeva continuamente la Pausini che tentava di cantare il suo primo successo La solitudine. Mancava di spessore e di ironia. Stessa considerazione l’intervento di Noemi e la reiterata presenza sul palcoscenico delle improbabili gemelle Kesslel, due cinesine che potevano quasi apparire come un insulto alla leggenda delle vere Kessler degli anni Sessanta.

Insomma c’è stata una sproporzione qualitativa tra i segmenti spettacolari e la parte musicale dello show, decisamente la migliore. La Pausini ha espresso il meglio quando ha cantato e la Cortellesi quando ha imitato Franca Leosini. Purtroppo i testi della parodia sulla signora delle Storie maledette erano molto scarni, flebili, quasi evanescenti. Ci si aspettava una verve umoristica maggiore soprattutto perchè il personaggio consentiva la scrittura di un pezzo molto più divertente.

Accettabili anche i duetti canori tra le due padrone di casa: la Cortellesi è un’artista a tutto tondo che non deve però oltrepassare i suoi limiti e fingere di battibeccare con la sua partner per suscitare ilarità. Questo lasciamolo alla tv borgatar- popolare alla quale loro due non dovrebbero appartenere. Purtroppo, hanno preteso di essere tuttologhe e si sono addentrate in sentieri televisivi proibiti. 

Al loro show, almeno nella prima puntata, è mancata la semplicità familiare e quei toni mai sopra le righe che hanno invece caratterizzato Massimo Ranieri nel suo show Sogno e son desto. 

Proprio per questo, Laura&Paola non è varietà. O  meglio, non è il varietà tradizionale made in viale Mazzini: è soltanto una miscellanea di ingredienti che si sono inseguiti senza un filo conduttore.

Si è raggiunta più facilmente la commozione con il monologo dedicato al bullismo, in uno dei momenti impegnati dello show.

Da segnalare, infine, la scenografia elegante e sofisticata, decisamente molto costosa. Anche gli abiti indossati dalle due padrone di casa, soprattutto dalla Pausini, sono apparsi curati e, per fortuna, decisamente consoni alle esigenze del programma.



One Reply to “Laura&Paola, la recensione”

  • cesara

    Buongiorno!
    Al momento la sua è l’unica recensione negativa da me trovata e disperavo di trovarne una!
    I duetti di Paola e Laura – improbabili e stucchevoli- mi hanno dissuaso dal continuare la visione del loro varietà che ho ripreso a sprazzi durante gli intervalli pubblicitari del programma che ho scelto poi di vedere. Non mi è piaciuta neppure l’imitazione delle Supremes, a mio giudizio, inguardabile.
    Sia chiaro, Cortellesi e Pausini sono bravissime ma per me il loro varietà è perdibile.

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*