Notte della Taranta su Rai 5, il commento


Considerazioni sulla Notte della taranta che rai 5 ha trasmesso in diretta da Melpignano.


 Il Concerto finale de La Notte della Taranta, straordinario complesso di musica popolare del Salento, si è svolto nella notte  fra il 27 e il 28 agosto  a Melpignano in Puglia: ci ha pensato Rai5 – ieri sera dalle 22,30 sino alle ore piccole – a riprenderlo per intero, in tutta la sua sfolgorante comunità e unità di cantanti, ballerini strumentisti, tecnici, e pubblico (di più di 200.000 persone), riuniti anche dallo scopo umanitario di devolvere tutti insieme l’incasso della serata, compresi i proventi del CD realizzato su di essa, ai terremotati di Amatrice, sotto la titolazione “La Puglia per la ricostruzione”.

E già ne è arrivato il grazie del Sindaco Sergio Pirozzi. Una serata imponente, attraversata dal fiume di musica popolare italiana del Salento, eseguita dall’omonima Orchestra e sotto la meravigliosa direzione di Daniele Durante, grande custode del Canzoniere Grecanico del Salento – che Roma potè ascoltare nella scorsa primavera al Parco della Musica, con la preziosa voce narrante di Erri De Luca.

Ora Daniele Durante  è divenuto direttore della Notte della Taranta, e la serata di ieri lo ha visto nella molteplicità delle sue funzioni, anche di chitarrista.

buika Comcha

                                                                                Buika Comcha

La conduzione della serata era di Barbara Capponi,  mentre quella musicale era per la prima volta di Carmen Consoli: la quale ha anche intonato una drammatica canzone sulla Questione Meridionale, che per i contadini “non è stato un buon affare”, ma per i Deputati di allora invece “è stata un buon affare”. (Qui trovate l’edizione del 2015)

Sotto la regìa di Marco Aprèa, nella scenografia grandiosa di Melpignano del Salento, la musica dell’Orchestra Salentina era affidata agli strumenti del popolo, comprese le cornamuse e le zampogne: le voci bellissime, spesso roche e solcate dalla sofferenza del dolore contadino di Giancarlo  Paglialunga, di Alessia Tondo, Enza Pagliara, Stefania Morciano, e altri, erano anche di cantanti notissimi: di Fiorella Mannoia che sentiva il suo canto dialettale come unico vero dono ad Amatrice, di Tosca che ha intonato “Carceri” luogo d’inferno per le donne, di Nada col suo canto d’amore “Mala pianta”, ma anche dell’americana nera Lisa Fischer vocalist nei Rolling Stones, e della spagnola Buika, nonostante il loro canto si riferisse più agli schiavi d’America nei campi di tabacco nell’Ottocento, che ai contadini del sud d’Italia.

fiorella mannoia

                                                                                            Fiorella Mannoia

E dunque, le pizziche. La pizzica di Arabeo, la pizzica di Cosimino, la pizzica della scherma, la pizzica di Copertino, quella di Sammarzano (“Dove m’ha pizzicato, nun te lo dico”), quella di Simpatichina, di Carmina, di Ceserina, fino alla serenata grica “Kali Nifta” che ha concluso la serata.

daniele durante

                                                                                    Daniele Durante

Il ritmo orchestrale accelerava sino alla follìa, insieme col passo aritmico delle donne, scarmigliate e rotanti fino allo sfinimento. Occorre qui ringraziare il coreografo Fabrizio Mainini per la sua bravura ideativa, a partire da primo ballerino in scena nella Pizzica di Arabeo, stretto in una tuta nera come la tarantola, che danzava a terra coi suoi arti lunghi, simili alle zampe dell’insetto: stupendo.

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Già a mezzanotte, la cifra raggiunta coi due euro ai celluari o col fisso al numero 45500, proposto dalla Protezione Civile per gli aiuti ai terremotati, era arrivato a superare gli otto milioni, e  la Capponi continuava in ogni intervallo a ricordare questo impegno agli italiani. Sì, a tutti gli italiani: ad essi ma anche a tutto il mondo, visto che la serata, oltre alla diretta di Rai5, era in streaming per Rai.tv



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