Cultura moderna, la presentazione del programma con Mammucari


La trasmissione Cultura moderna è stata presentata questa mattina negli studi Mediaset di Cologno Monzese alla presenza di Antonio Ricci patron anche del Tg satirico del Biscione.


La cultura, quella moderna di Antonio Ricci, torna in tv su Italia 1 alle 20:20 a partire dal 28 novembre per 70 puntate di 35 minuti l’una. E dopo 10 anni sarà sempre condotta da Teo Mammucari.
La trasmissione Cultura moderna è stata presentata questa mattina negli studi Mediaset di Cologno Monzese alla presenza di Antonio Ricci patron anche del Tg satirico del Biscione.

C’erano, oltre il conduttore i suoi due fidati collaboratori, il comico Carlo Kaneba e Laura Lena Forgia ex professoressa dell’Eredità e concorrente di Pechino Express. Scopo del gioco è indovinare l’identità di un ospite vip misterioso chiuso in una cabina. Per farlo i cinque concorrenti in gara dovranno esibirsi in divertenti performance di danza campo cabaret e varie acrobazie. Ogni performance è valutata da una giuria che assegna voti da 1 a 3. Quanti più voti si ottengono tante più domande si possono rivolgere al personaggio misterioso accumulando così indizi per poterlo finalmente riconoscere.
Il vincitore della finalissima si aggiudicherà 100.000 euro.

cultura moderna mammucari

“Cultura moderna su Italia 1 sembra una follia, ma è anche un mio godimento in quanto va contro Striscia la notizia”, se la ride Ricci, che non esita a sottolineare gli altissimi ascolti del suo Tg a discapito della concorrenza Rai (leggi Affari tuoi condotto da Flavio Insinna): “Striscia ha un vantaggio sul competitor di oltre 10 % sul target commerciale; di tutto questo bottino Pier Silvio Berlusconi non sa cosa farsene perché troppo su una sola rete. Commercialmente anche facendo meno ascolti saremmo appetibilissimi. Bisogna quindi, essendoci tanto cibo, cercare di rosicchiare anche a Striscia degli ascolti per far sì che Italia 1 si ravvivi. L’obiettivo che ci si è posti è del 4-5%, che sembra facile, ma non lo è come sembra sulla carta. È lo stesso obiettivo del telefilm ora in onda sulla rete. Avere una produzione propria al posto di un telefilm è molto meglio: il telefilm è come i famosi quattro salti in padella, congelati, la produzione con animali vivi accende invece la rete con conseguente vantaggio dal punto di vista pubblicitario e dell’immagine.

Avere accettato questa sfida è stimolante, divertente “, chiosa il papà di Striscia. Che grazie gli studi che sono “dolci dirimpettai” riuscirà agevolmente a dividersi tra le due sue creature e seguirle per bene, da buon genitore. D’altra parte Ricci può fidarsi di una squadra collaudata e di collaboratori conosciuti ormai da anni. Primo tra tutti “Teo, con cui ho condiviso successi nel passato, Riccardo Recchia alla regia, lo scenografo Felice Notarianni”, dice. Persino il coreografo è “il famoso gamba di legno di striscia “.

Mammucari parla poco: Ricci è il vero mattatore della conferenza stampa. Come sempre, del resto. Si limita a parlare dei suoi compagni di avventura: “Ricci ha voluto in squadra Kaneba, che è un ex concorrente di Cultura Moderna, come io lo sono stato, a 19 anni, di Beato tra le donne. Ha un umorismo che non ha bisogno di copione. Per quanto riguarda Laura, abbiamo pensato che servisse qualcuno che sapesse già stare in scena; serviva sicurezza. Lei sa già fare, non dobbiamo insegnarle nulla. A me non piace – scherza- ma è brava”.

A ben guardare lo studio, si capisce di essere all’interno di una stanza completamente rivestita di librerie alle pareti: “ma i libri sono tutti finti”, spiega Ricci, ” perché la cultura moderna non presuppone l’uso di libri veri. Nella trasmissione di sarà un grande libro solo nelle prime puntate, poi sarà sostituito da un grande cellulare attraverso cui arriva il messaggio di conferma dell’identità del personaggio famoso misterioso”. Quello che si vuole dimostrare, insomma, prosegue Ricci, è “come la TV non sia il luogo dove è possibile il ragionamento, dove qualunque tipo di complessità trova difficoltà ad essere recepita. Qui ci sono situazioni in cui lo stress, l’emozione, i fari ottenebrano i concorrenti anche nei ragionamenti più lineari, proprio come accade nei talk show, in cui si va a dire quello che si pensa, il proprio pregiudizio e non per capire quello che dicono gli altri. Questo è il significato più profondo della trasmissione. Insieme al divertimento, naturalmente. È difficile che ogni verità “, chiosa, “possa passare dalla TV, anche quella più spettacolare”.



0 Replies to “Cultura moderna, la presentazione del programma con Mammucari”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*