Sanremo 2017 Carlo Conti boicottato su Whatsapp, ecco il messaggio che circola


Carlo Conti boicottato attraverso un messaggio diffuso attraverso il più economico dei social, Wathsapp.

 Un fantasma si aggira nella Rete, pronto a balzare tra i lustrini del Teatro Ariston dove domani sera si solleva il sipario sulla liturgia laica del Festival di Sanremo. E’ il boicottaggio tramite i social del “sacerdote” della Festa, quella che Mamma Rai aspetta tutto l’anno, per rilanciare il suo marchio e assicurare la raccolta pubblicitaria dei successivi dodici mesi. E infatti contro il contratto stratosferico che Carlo Conti percepisce per l’operazione-Festival si accanisce una sorta di catena di Sant’Antonio diffusa attraverso il più economico dei social, Wathsapp.


Fa le scarpe, il messaggio che sta diventando virale, al compenso del Gran Toscano, onnipresente a Viale Mazzini. E articola il suo ragionamento opponendo al conduttore sovraesposto un tema finito del dimenticatoio dopo essere stato spolpato dieci lunghi giorni per sfamare la tv del dolore. Parliamo della tragedia di Rigopiano, l’inanellamento di inefficienze e disorganizzazione che ha troncato la vita di italiani andati tra la neve in vacanza e nella neve morti.
Ecco il ragionamento: per remunerare il Conti in papillon e liaison con l’ex nemica di ascolti Maria De Filippi la tv pubblica spende 650 mila euro per cinque serate. Lo stesso Conti rilancerà dal palco della Città dei fiori l’appello allo Stivale affinché ciascun cittadino doni 2 euro per le zone terremotate. Ma non c’erano soldi, appena una manciata di giorni fa, per dotare la provincia di Pescara di una turbina utile a sgombrare dalla neve la strada che porta a Rigopiano e dunque per consentire alle persone prigioniere nell’albergo di scappare dalla prevedibile situazione di pericolo.

teatro ariston sanremo
L’accoppiata di indignazione per i divi super pagati del piccolo schermo e per l’inefficienza della macchina dello Stato nella prevenzione delle emergenze rischia di nuocere assai agli ascolti del Festival di Sanremo, che potrebbero crollare se l’appello virale a non sintonizzarsi da domani a sabato sulla prima serata di Rai Uno trovasse ampio ascolto.
Un segnale di un Paese che è stufo di incongruenze, di caste, anche televisive. Una reazione populista, di pancia, si dirà. Attenzione ai messaggi però. L’insofferenza che potrebbe manifestarsi con il boicottaggio a Conti è una cartina di tornasole sociologica, pari a quella che ha decretato il boom dei Cinquestelle e recentemente bocciato il referendum sulla Costituzione. Per non dire dell’estero, dove ha portato alla vittoria della Brexit e alla elezione di Donald Trump.
Meditate, politici e dirigenti, meditate.


Ecco intanto il testo del messaggio Wathsapp che, pur con le sue approssimazioni, trova migliaia di seguaci tramite i cellulari:

La Rai per il prossimo Festival di Sanremo pagherà per sole cinque serate al conduttore Carlo Conti ben 650.000 euro oltre ad altri emolumenti per la conduzione di altri programmi sulla Rai. Sempre per Sanremo la Rai pagherà per soli 15 minuti di apparizione ben 50.000 euro ciascuno a Mika, a Ricky Martin e Tiziano Ferro. A Maurizio Crozza per le cinque serate ben 100.000 euro. Tutto questo a fronte di un buco di 400 milioni di euro nel bilancio aziendale della Rai. Ma c è di più: nelle cinque serate del Festival di Sanremo, Conti ci chiederà di offrire 2 euro col telefono fisso o cellulare per le zone terremotate. Vi dico solo questo, che ben 26 milioni di euro che gli italiani avevano già offerto con il telefono sono ancora bloccati a Roma. La richiesta per pulire la strada dell’hotel Rigopiano in Abruzzo come ben sapete era partita già dalle sette del mattino e gli fu risposto che non potevano liberare la strada dalla neve perché l’unica turbina in tutta la provincia di Pescara in pieno inverno era rotta. La provincia di Pescara non aveva 25000 euro per ripararla a causa dei tagli dei fondi dal governo. Sapete tutti come è purtroppo andata Rigopiano. Ora care amiche ed amici la spegniamo la tv o per lo meno non guardiamo Sanremo per tutte le 5 serate? Facciamo crollare l’audience. Diamo un segnale boicottiamo il Festival di Sanremo. Fate girare il messaggio. Penso è il minimo che si possa fare, anche per le vittime di Rigopiano. Forse se cerano quei 25000 euro si sarebbero salvati. Ciao a tutti!”



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