Sanremo 2017, i Ladri Di Carrozzelle: il rock al servizio della disabilità


I Ladri Di Carrozzelle si raccontano in attesa di esibirsi sul palco dell'Ariston

“Noi siamo un gruppo a metà tra i Blues Brothers e i Commitments”: così Paolo Falessi presenta i Ladri di Carrozzelle alla sala stampa dell’ Ariston. È lui che ha avuto l’idea di fondare il gruppo 28 anni fa: composto da ragazzi disabili, i ladri di Carrozzelle girano l’Italia tra piazze e scuole. E questa sera apriranno la finale di Sanremo 2017.


Lo faranno nel modo che conoscono per raccontarsi al meglio: cantare. Stare su un palco con ironia e autoironia: prendere i luoghi comuni per rovesciarli, in una ricetta a metà tra il divertimento e la denuncia di un substrato culturale che fatica ad entrare in contatto con la disabilità. Che non è solo difficoltà, ma anche gioia di vivere: e proprio Stravedo per la vita è il titolo della canzone con cui si faranno conoscere questa sera dal pubblico festivaliero.
Il nome del gruppo è ispirato al film di De Sica, “però noi con le biciclette non ce la facciamo, allora abbiamo dovuto mettere le carrozzelle”: Falessi, che segue i ragazze nelle varie date degli spettacoli, ironizza. Ma il racconto di come è nato il gruppo è singolare: “Eravamo in un villaggio di vacanze, c’erano due gemelli in carrozzella. Pensai che era una sagra della sfiga: due gemelli tutti e due disabili. Scoprii che litigavano dandosi dell’handicappato: in quel villaggio turistico ancora se li ricordano, tanto avevano fatto ridere i clienti”. Da quel momento, l’idea: anche chi è disabile può intrattenere, far ridere a dispetto di un’immagine riflesso di una condizione di malattia.
Questa sera il palco dell’Ariston diventa la conquista anche di chi è fermo a casa. “Sul palco ci sarà la sagra della patologie: ne abbiamo un sacco, di tanti tipi diversi”: ecco perché la musica dei Ladri Di Carrozzelle, più che rock, è “sbrock”. Perché non è certo semplice lavorare con le fragilità psichiche e fisiche, però le soddisfazioni sono arrivate: più di 1500 date, toccando ogni provincia italiana e tantissime scuole.
Suoniamo nelle scuole -spiega Falessi- perché è lì che bisogna seminare, portare questo genere di discorsi: andare nelle scuole è anche un modo per far capire il motivo reale per cui il motorino non va parcheggiato nel posto disabili”. Per chi non rispetta la disabilità, ad esempio, i Ladri Di Carrozzelle hanno provveduto ad incidere una “gufata” intitolata Non succede: un testo tagliente, che fa ridere denunciando la totale assenza di senso civico dei falsi invalidi. “Gliene tiriamo giù di tutti i colori però con una musichetta carina, da Zecchino D’Oro”: senza sconti, come del resto è nello spirito del gruppo.

Stasera nella città dei fiori si accenderà un riflettore su un mondo di cui si parla poco e male: “C’è un mondo, il terzo settore, pieno di gente così. Dietro a questi ragazzi ci sono delle famiglie che fanno un lavoro grandissimo, ma che sono sempre trascurate”. L’appuntamento è alle 20.30 su Rai 1, l’hashtag #stravedoperlavita.



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