Raffaella Rea: resto coi piedi per terra anche se interpreto favole


Raffaella Rea: intervista all'attrice


Raffaella Rea è una giovane attrice italiana che, a soli trent’anni, ha già un curriculum di rispetto sul piccolo e grande schermo. Dopo il suo impegno di attrice nella serie Raccontami di Rai1, ha recitato, tra l’altro, in Distretto di polizia e Il generale della Rovere. Oggi è nel cast della miniserie Le mille e una notte, sottotitolo Aladino e Sherazade. Interpreta il ruolo di Jasmine, una schiava che vive tra i predoni e che avrà un ruolo determinante nella vita di Sharazade. Qui Raffaella Rea racconta la sua esperienza di attrice.

 Innanzitutto qual è il suo parere sulla fiction made in Italy?

Globalmente il mio parere è positivo. Il racconto di storie passate e vicine a noi aiuta ad informare il pubblico della tv generalista e non solo. A amplificare l’appeal delle vicende contribuiscono i volti noti e credibili degli attori che le interpretano. Naturalmente non tutto ciò che arriva in tv è da etichettare come prodotto di qualità. Non bisogna fare di tutt’erba un fascio, ma l’importanza del genere è fuori discussione.

In Aladino lei interpreta una schiava innamorata di uno dei predoni con i quali vive da cui tenta di farsi amare. Nella vita crede nel principe azzurro?

Assolutamente no. Sono una donna molto realistica e sto sempre con i piedi per terra. Fin da bambina leggevo favole che non contemplavano la presenza del principe azzurro. Amavo in particolare Il gatto con gli stivali e Hansel e Gretel. Personalmente non ho mai sognato questa singolare figura di maschio.

Eppure il principe azzurro è fondamentale nelle fiabe, non crede?

Ha solo un potere immaginifico che serve a coronare l’happy end finale. Ripeto, a me piace essere con i piedi per terra.

Ma come si fa a restare con i piedi per terra in una favola?

Si può. Ad esempio il personaggio di Jasmine che io interpreto in Aladino è proprio una donna che non si abbandona a falsi sentimentalismi. E’ abituata a combattare tra i predoni e quando è necessario è anche dura e spietata.

E’ la prima favola che interpreta come attrice. C’è stata una scena particolarmente difficile da recitare?

Si ed è quella in cui Jasmine racconta il suo amore per Omar a Sharazade. Alla fine di tutta la storia la schiava doveva pronunciare due parole apparentemente semplici: io lo amo, riferendosi al capo predone di cui è innamorata. Non ero mai certa di indovinare l’intonazione giusta, quella piccola frase mi sembrava difficilissima e non trovavo la maniera per renderla credibile. Quando non ho pensato più a come recitarla, mi è sgorgata dal cuore in maniera semplice.

Con quale spirito sceglie i copioni e i personaggi da interpretare?

Il primo elemento importante è l’umanità dei protagonisti e la validità morale della storia che mi viene proposta. Desidero calarmi sempre in figure femminili che abbiano un messaggio da comunicare

Il suo prossimo progetto?

Sta per arrivare nelle sale cinematografiche il film Il segreto degli alberi di cui sono coprotagonista accanto a Stefano Dionisi. Con la regia di Alessandro Tofanelli, raccontiamo la storia di un ritorno, quella di Giovanni (Dionisi) che rientra nel suo paese d’orgine dopo la morte della madre. Qui scoprirà di essere proprietario di un terreno all’interno dei boschi circostanti e nello stesso tempo conoscerà Elena, il mio personaggio, un’ornitolga di cui si innamorerà. Insieme realizzeranno un percorso di crescita che li condurrà a scoprire singolari e scomode verità. La pellicola sarà presentata prossimamnete al Festival del Cinema di Viareggio.

Quando la rivedremo in tv, dopo Aladino?

Sto valutando altri progetti



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