Prism: la serie Person of interest aveva previsto tutto


Uno scandalo reale preceduto dalla finzione di una serie televisiva USA

Dunque la fantasia più sfrenata dei telefilm ha anticipato la realtà. E’ accaduto a riguardo del presunto scandalo Prism, la fonte principale delle informazioni che le agenzie di intelligence inseriscono nel rapporto consegnato quotidianamente al Presidente Barack Obama.

Come riferisce l’Accademia dei Telefilm, specializzata nell’analisi e nello studio di serie e telefilm, a  prevedere quanto sarebbe accaduto realmente è stata la serie  Person of Interest” di J.J. Abrams, l’ideatore di “Lost”. La serie  è in onda in America dal 2011 e in Italia è in onda su Premium Crime (ogni sabato in prima serata con la seconda stagione inedita). La vicenda è incentrata su una società (americana) ancora da venire, nella quale  qualsiasi cittadino può venir spiato sulla base del solo sospetto che potrebbe compiere azioni di criminalità

Nello slang delle forze dell’ordine person of interest è riferito a un soggetto sotto indagine del quale, però non si hanno prove sufficienti per poterlo mettere in prigione. La serie tv è particolarmente interessante e attuale perchè si cerca, con successo, di scoprire e combattere la criminalità anche attraversoTwitter e Facebook, mettendo così sotto controllo tutto e tutti.

Il telefilm negli USA ha sfiorato i 16 milioni di spettatori e la CBS ha già mandato in onda la seconda stagione (trasmessa attualmente da Premium Crime ogni sabato sera), mentre la terza è in fase di lavorazione.

Mr. Finch (Michael Emerson – già protagonista di Lost), è un eccentrico milionario esperto di informatica. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York ha messo a punto un sofisticato software che permette di prevenire crimini non ancora accaduti. La macchina però non offre tutte le risposte: individua solamente il codice di previdenza sociale del sospettato. Nessun altro dettaglio, nessuna prova di colpevolezza. Privati cittadini diventano così dei “sorvegliati speciali”, person of interest, controllati attraverso telecamere, pc, cellulari, carte di credito. Ma questo è illegale e nessuna agenzia federale può avallare il progetto. Finch decide quindi di ingaggiare Reese (James Caviezel – La passione di Cristo, The Prisoner), un ex agente della CIA creduto morto, per cercare di fermare i futuri criminali.

Il problema della prevenzione del crimine era già stato affrontato nel 2002 nel film di Steven Spielberg Minority Report. “Person of Interest”, però, è meno fantascientifico perchè la serie è scientificamente basata su fatti reali perché tutte queste tecnologie esistono e sono sul mercato. Il tema della prevenzione del crimine “ad ogni costo” è fortemente sentito negli USA a causa della paura per la sicurezza all’indomani dell’ 11 settembre 2001. A riprova dell’attualità degli argomenti trattati dalla serie, nel 15esimo episodio appare – in immagini d’archivio – il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Su “Person of Interest” J.J. Abrams, ha dichiarato: «Con la tecnologia non solo puoi essere rintracciato, ma le tue mosse possono essere anticipate. La cosa che mi piace della serie è che è molto celebrale ma non impenetrabile. È buona televisione».

Il critico televisivo di Entertainment Weekly, Ken Tucker, ha scritto: «Già dall’episodio-pilota, ‘Person of Interest’ è un cult. La serie viaggia nella zona grigia di una morale spesso ambigua e ambivalente, una scommessa non facile per attrarre l’audience a tutti i costi, ma di indubbio valore qualitativo ».



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