Gianluca Terranova tra tv e melodramma a Taormina


Rigoletto su Rai5, il melodramma di Verdi sarà spettacolo televisivo

Gianluca Terranova ci sta proprio bene nel cast di Rigoletto, che apre il 7 luglio il Festival di Taormina. Perché il melodramma di Verdi nella cavea del Teatro Antico sarà anche uno spettacolo televisivo, filmato da dodici telecamere, trasmesso in prima serata su Rai 5 il 16 luglio. E il tenore ormai è un divo anche televisivo. Lo scorso anno ha vestito i panni del mito della canzone napoletana nella fiction “Caruso, la voce dell’amore”. Insomma, ha messo la sua ugola a disposizione del piccolo schermo trasformandosi in attore tv.

E ci voleva un tenore vero per impersonare il cantante italiano più popolare del secolo scorso. Ma veniamo al Rigoletto “siciliano”. Costa 500 mila euro, rilancia cultura, turismo, made in Italy, ma non riceve neppure un euro di finanziamento pubblico, né si giova di sponsor. Una condizione invidiabile, soprattutto da parte dei sovrintendenti dei teatri lirici, spesso angosciati dai buchi di bilancio. Invece Enrico Castiglione, direttore del Festival di Taormina nonché regista dello spettacolo, riesce a essere in attivo con la programmazione del Festival, che prevede nel corso dell’estate altre due opere liriche, serate di danza con Eleonora Abbagnato, incontri di prosa.

Ecco dunque tutte le premesse per un nuovo successo di Terranova, che vestirà i panni del Duca di Mantova, mentre il baritono Carlos Almaguer avrà il ruolo del titolo, il soprano Rocio Ignacio quello di Gilda, il basso Gianfranco Montresor quello di Monterone.

Qual è la ricetta Di Castiglione per far quadrare i conti? Il dinamico “impresario”, che cominciò a lavorare in Rai vent’anni fa e che è l’ideatore anche del Festival Euromediterraneo (nonché a Roma del Festival di Pasqua e di altre rassegne) fa un uso multimediale dei suoi spettacoli, lanciandoli su molteplici piattaforme. E infatti, grazie alle sinergie con Microcinema, Rai5, Rai Italia il Rigoletto (come l’altr’anno Norma e nel 2011 Nabucco) sarà visto non solo dai 5 mila spettatori seduti sui gradoni del teatro di Taormina, ma il 9 luglio, in diretta via satellite con il marchio Rai, invaderà alle 21,30 130 sale cinematografiche italiane (“quelle dotate delle più moderna tecnologie come il Dolby Surround, specifica Castiglione) dove, con un biglietto dal costo medio di 12 euro, si assisterà al melodramma.

Ma non è finita qui. Il Rigoletto etneo passerà in mondovisione nei migliori cinema di Europa e Usa (circuito Rising Alternative) e in differita nelle sale dell’Est, dalla Russia alla Cina e al Giappone (altri 500 schermi). E sarà oggetto di trasmissioni del canale Rai per l’estero. Oltre appunto alla differita su Rai 5, il 16 luglio alle 21,15 e su RaiUno nelle serate dedicate da Gigi Marzullo alla lirica. Altra fonte di introiti, la produzione di dvd e blu ray. Infine, l’accordo appena raggiunto con Alitalia: per un anno sui voli della compagnia di bandiera si proietterà il Rigoletto siciliano.

Lo spettacolo – che ha scenografia (di Castiglione) e costumi (di Sonia Cammarata) appositamente realizzati invece d’essere tirati fuori dai magazzini – ha quattro produttori indipendenti: Festival Euromediterraneo, Bellini Festival di Catania, Festival di Taormina e Taormina Arte. “Lo scorso anno la Norma in tv ebbe 350 mila spettatori”, quantifica Cristina De Zai, di Rai 5. Rilancia Silvia De Felice, di Rai Italia: “Il connubio Verdi-Taormina è di grande appeal e l’opera fruita come un film rinverdisce il fascino del melodramma”. Per questo c’è attenzione al cast: “Sia perché ci vede tutto il mondo, sia perché Rigoletto funziona solo se anche i comprimari sono eccellenti”, spiega Gianluca Martinenghi, che dirigerà l’Orchestra Sinfonica Bellini e il Coro Lirico Siciliano. “A Londra, a Edimburgo sono già in vendita i biglietti per la diretta sul grande schermo – anticipa Castiglione – In Italia lo saranno due settimane prima del debutto. Io il 9 luglio sarò pronto a orchestrare le 12 telecamere, delle quali otto fisse e quattro mobili, che trasformano il teatro antico in set. Con tutti gli imprevisti della diretta. L’altr’anno Norma fu illuminata da una vera luna piena, prevedibile sì ma di grande appeal televisivo. Nel 2011 durante Nabucco l’Etna cominciò a eruttare. Non ho potuto fare a meno di rivolgere le telecamere dal palcoscenico al vulcano. Ma sono sicuro che i melomani non se la sono presa. Anzi”. Al punto che Castiglione sta per esportare la sua ricetta oltralpe. L’anno prossimo lo vedremo guidare il Festival di Borgogna.



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