Geppy Cucciari: G’day scade come il suo yogurt


Riflessioni sulla comicità di Geppy Cucciari e la fine di G'day.

Il suo G’day non sovravviverà alla profezia dei Maya. Sarà chiuso il prossimo 21 dicembre, giorno indicato per la fine del mondo, ma solo del mondo televisivo di Geppy Cucciari, secondo l’ultima veritiera interpretazione. Così, una delle lady della comicità made in Italy, consacrata nel suo ruolo dopo la partecipazione al festival di Sanremo 2012, si brucia al fuoco della crisi galoppante. Eh, si, perchè sembra che il pomeriggio di La7 farà a meno anche di Cristina Parodi, che,  indaffarata tra cronacae gossip,non è riuscita a convincere gli spettatori. Nessuno spazio per il bifidus che pure fa tanto bene, come la povera Cucciari va predicando da un capo all’altro dell’etere. Risultato: La7 ha scoperto che la sua validità ha una scadenza come lo yogurt che reclamizza, dopo di che non potrà essere più consumata, pena gravi conseguenze per la salute (de La7, of course). Ad uno sguardo attento, alle sue performance, mai eccezionali, manca il guizzo della genialità che caratterizza la vis comica. I suoi risultati d’audience non sono mai andati al di sopra del 2,5% di share.

Ciononostante il suo G’day era, ed è ancora, sempre infarcito di ospiti importanti con i quali dialoga tra il serio e il faceto. Il vero colpo di fortuna per la Cucciari, era arrivato con la partecipazione allo scorso festival di Sanremo. Qui, in un’atmosfera irrigidita dalle polemiche sulla discutibile performance di Adriano Celentano, le sue poche gag erano riuscite ad emergere dalla banalità del contesto, consentendole di conquistare persino l’Oscar tv come personaggio femminile televisivo dell’anno. Tanto è bastato perché si sentisse una trentina di metri sopra al cielo della comicità e iniziasse a inorgoglirsi perdendo la consapevolezza di se stessa, ma soprattutto dimenticando la modestia, dote essenziale nel suo mestiere. Una comica palesemente sopravvalutata che si è crogiolata nelle lodi senza mai riuscire ad approdare  alla prima serata. Adesso dovrebbe partecipare ad uno show in prime time in onda la prossima primavera. Ma non è da escludere un suo probabile trasloco su un’altra emittente che potrebbe essere Rai2 oppure Italia1. 

Tra poco, dunque, rimarrà sola, vedova inconsolabile che neppure il bifidus e Alessia Marcuzzi riusciranno a consolare.  L’hanno evacuata, lei abituata a far evacuare gli altri. Prenderà altre vie, la Cucciari, ma non abbandonerà  il suo yogurt con effetti sulla circolazione intestinale. Certo, dal punto di vista economico, l’essere testimonial rende molto. Ma quello spot che si presta a miriadi di battutine sagaci, non fa onore ad una lady che vuole accreditarsi come esponente di una neo comicità femminile finalizzata ad andare oltre la semplice gag. Questa signora che spiattella ai quattro venti di fare un uso intelligente della testa, perché, poi non resiste ai richiami della pancia?

Eppure quella volgarità che si sforza di tener lontana nelle battute e nelle gag, come una sorta di boomerang le torna indietro. La sue vocali aperte, pronunciate da chi non ha mai, giustamente o no, preso lezioni di recitazione, sembrano gonfie proprio come l’addome che lo yogurt deve velocemente far tornare alla normalità.

Dunque La7 rottama G’day. E la Cucciari si aggiunge alla lunga lista di signore della comicità che non hanno avuto fortuna sulla rete diretta da Paolo Ruffini. Sabina Guzzanti, Serena Dandini, Teresa Mannino solo solo alcuni nomi delle comic lady i cui programmi hanno avuto briciole di audience e non sono stati riconfermati.



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