Politica in tv: gli ascolti la premiano


Considerazioni sulle trasmissioni di politica in tv


Non è una sorpresa: le trasmissioni che in tv si occupano di politica, stanno riscuotendo un notevole gradimento di pubblico. Contrariamente a quanto ci si attendeva, il degrado di molti valori e la scoperta di scandali in troppi settori della pubblica amministrazione, non hanno portato all’allontanamento del pubblico dai programmi che si interessano di politica. Ultimo esempio, in ordine di tempo, la lunga domenica del 23 dicembre, inziata con la conferenza stampa di fine anno di Mario Monti e conclusasi con l’intervista a Massimo D’Alema all’interno di Che tempo che fa.

Naturalmente, nel bel mezzo del pomeriggio si piazza la contrastata intervista di Massimo Giletti a Silvio Berlusconi nel talk show L’Arena di Rai1. La lunga domenica include anche il record stagionale di ascolti realizzato da Lucia Annunziata nel suo programma In 1/2 ora dove c’era come ospite Mario Monti. Persino la conferenza stampa del Premier andata in onda su Rai2 alle 11 di mattina, ha superato il 14% di share. Che accade, dunque?

La rinnovata attenzione del pubblico italiano per i temi politici evidenzia l’interessamento e il desiderio di saperne di più, in un contesto molto confuso. E fa capire che, ancora una volta, gli italiani si affidano al piccolo schermo per riuscire a captare il vento di novità, ovemai dovesse davvero soffiare. La “salita” in campo di Mario Monti ha rappresentato un elemento destabilizzante, non solo per le forze politiche tradizionali, ma anche per il pubblico dei talk show che fa zapping da un canale all’altro in cerca di chiarimenti.

Anche Michele Santoro, da quando è tornato in video con Servizio pubblico su La7, ha sempre realizzato ascolti compresi tra il 10 e il 13% di share. Ballarò su Rai3 vola alla grande, nonostante Giovanni Floris, il conduttore, pecchi troppo spesso si presenzialismo eccessivo. L’ultima parola, il singolare talk show di Gianluigi Paragone, ha convinto il pubblico della seconda serata di Rai2. E persino Quinta colonna,  talk show condotto da Paolo Del Debbio,  apparso su Retequattro nell’autunno televisivo scorso, è riuscito a intercettare una buona fetta di pubblico, dando spazio alla gente più sfortunata, ai dosoccupati, a chi non arriva neppure alla metà del mese con magre pensioni e stipendi ridotto all’osso.

La platea televisiva chiede per l’ultima volta ai politici italiani di fare chiarezza. Sa finalmente cos’è lo spread, ma vuole sapere chi ha ridotto una buona fetta dell’Italia in condizioni disastrose. E soprattutto vuole farsi un’opinione propria in vista del prossimo appuntamento elettorale. Nulla finora è stato chiarito, a iniziare dalle dichiarazioni di Monti, apparso fin troppo dispettoso e in vena di togliersi parecchi sassolini dalle scarpe.

Domenica 23 dicembre, dunque, antivigilia di Natale, mentre da un capo all’altro dell’etere impazzava la falsa retorica del buonismo televisivo, la politica offriva uno spettacolo poco edificante. Il Premier, nella conferenza stampa della mattina si ergeva sul piedistallo di Salvatore della Patria, emetteva giudizi e sentenze, persino profezie più cupe e lugubri di quella dei Maya, nel caso non venisse assicurato il rispetto della sua Agenda. Si poneva come guida di future forze politiche, quasi fosse uno spirito guida e giustificava tutto il suo operato senza ammettere repliche e contro repliche.

Su Rai1 Silvio Berlusconi si indispettiva perchè Massimo Giletti si permetteva di interromperlo e porre domande. Ma il risultato d’audience ha regalato a L’Arena il record di ascolti con più di quattro milioni di spettatori. Segnale evidente dell’attenzione del pubblico che non va sprecata, ma salvaguardata all’insegna di una dialettica rispettosa e senza eccessi.



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