Vi spiego perchè preferisco Veline a Techetechetè



L’access time di Rai1 e Canale 5 ha proposto, questa estate, due generi completamente differenti: Techetechetè, amarcord della tv del passato e Veline, casting itinerante per la scelta delle due nuove “assistenti” di Striscia la notizia. A me Techetechetè mette malinconia: pur rappresentando una tv ancora viva e di qualità, fatta da grandi professionisti, evoca l’album dei ricordi. Inevitabilmente, ci si rende conto che i personaggi (molti dei quali sono scomparsi) risultano incasellati in epoche del passato. Farli rividere tutte le sere, per tre mesi, alla fine diventa un appuntamento di mestizia dinanzi al quale si tenta la fuga. Certo il mini programma ha un suo pubblico, meno giovane, che ritrova molti dei propri ricordi proprio in quelle immagini datate. E ciò ne spiega il successo anche in termini d’audience. La platea di Rai1 è tradizionalmente più anzianta di quella di Canale 5 che con Veline propone un sogno giovanile.

Veline è lo show delle nuove generazioni che cercano una collocazione nel mondo dello spettacolo. Per diventare Veline bisogna essere carine, spiritose, sbarazzine. Le concorrenti si ingegnano per mostrare quel che sanno (o non sanno) fare, la conduzione di Ezio Greggio aggiunge allo spettacolo quell’ironia e quella leggerezza necessarie per non prendere troppo sul serio il verdetto della giuria. Insomma il casting di Canale 5 ha un appeal più giovanile e interessante per quel target televisivo al di sotto dei trent’anni molto appetibile per gli inserzionisti pubblicitari.

Dunque siamo di fronte alla contrapposizione tra due mondi televisivi. Io preferisco Veline, non solo per aver fatto parte più volte della giuria dei giornalisti che ogni sera vota le candidate. Ma soprattutto scelgo Canale 5 come spettatrice media alla ricerca di un intrattenimento allegro.

Oggi i ritmi sono cambiati, la tv è mutata, l’Italia e gli italiani non sono più gli stessi di 40, 50 anni fa. Il passato serve come esempio  per la ricerca della qualità e della sobrietà. Riproporlo ogni anno come riempitivo delle serate estive, finisce per stancare.

Infine: nella fase di casting, Veline è un vero e proprio reality, un young people show nel quale la candidate riescono anche a fare dell’autoironia, a volte persino inconsapevolmente, attraverso prove di abilità che spesso non si rivelano tali.

Ho voluto comunicare queste riflessioni su Twitter, innescando un dibattito a distanza che riporto:

Marida Caterini ‏@maridacaterini

A me Techetechetè mette malinconia: grande tv del passato,sempre viva ma riproposta ogni sera,inculca tristezza.E’ l’album dei ricordi #Rai1

Gilda G. ‏@Morgana2008

@carotelevip @maridacaterini Anche a me mette trisrezza,gran parte di quegli artisti è morta

 carotelevip ‏@carotelevip

@Morgana2008 @maridacaterini è anche un’altra Italia che è morta

Marida Caterini ‏@maridacaterini

@carotelevip @Morgana2008 Molti artisti sono morti, da qui la tristezza. Ogni sera è quasi un rito funebre contenuto nell’album dei ricordi

Gilda G. ‏@Morgana2008

@maridacaterini @carotelevip E poi non so dire se quei programmi erano davvero belli come sembrano o è solo il confronto con quelli attuali

Marida Caterini ‏@maridacaterini

@Morgana2008 @carotelevip Il passato ha il fascino del non ritorno.

carotelevip ‏@carotelevip

@Morgana2008 @maridacaterini Lo spezzettamento rende la tv di ieri più bella di come era la tv di oggi pure se la spezzetti sempre brutta è

carotelevip ‏@carotelevip

@maridacaterini @Morgana2008 infatti anche la tv di oggi punta molto sulla nostalgia è quello che tiene a galla le reti generaliste

Gilda G. ‏@Morgana2008

@carotelevip @maridacaterini C’erano tanti balletti ! Ora x veder ballare qualcuno c’è rimasto solo Amici



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