Mogol, ovvero Giulio Rapetti, si racconta a Speciale Tg5


Lunga intervista al cantautore fondatore del CET


 

Mogol, vero nome Giulio Rapetti fa parte della storia della musica italiana degli ultimi cinquant’anni. Questa sera, in seconda serata, su Canale 5, sarà al centro dello Speciale Tg5 che lo intervista e ne raccoglie ricordi e testimonianze di grande importanza non solo professionale.

 Chi ha conosciuto personalmente Mogol ha subito intuito, fin dall’inizio, di essere in presenza di vero signore che ha percorso la sua vita artistica e umana all’insegna della semplicità e dell’ispirazione poetica. Si è imposto subito nel panorama musicale scrivendo, nel corso degli anni, più di duemila brani, tutti divenuti molto noti e entrati a far parte del patrimonio collettivo e individuale di ogni amante della musica. Il nome di Mogol è tradizionalmente affiancato a quello di Battisti: la coppia ha composto molte canzoni anche se, ad un certo punto il sodalizio artistico si è interrotto. Ma Mogol è sulla scena dal lontano 1961, quando la canzone Al di là, interpretata da Betty Curtis e Luciano Tajoli, da lui scritta, vinse il Festival di Sanremo.

Dalla sua tenuta in Umbria, dove ha creato anche il CET (Centro Europeo Toscolano)  una vera e propria Università dello spettacolo per musicisti, autori, cantanti, Giulio Rapetti, racconterà all’inviato del Tg5 molti episodi della sua vita, svelando aspetti inediti della sua personalità. Non solo musica, ma anche amicizia, amore, fede, saranno al centro dei ricordi di ieri e delle aspettative per il domani.  Al giornalista che gli chiede dove trova l’ispirazione per le sue canzoni, Mogol risponde: “Trovo le parole attraverso il mio vissuto o il vissuto di qualcuno che ho visto vivere, cerco sempre di dire la verità… non faccio sfoggio letterario… uso il linguaggio quotidiano, quello che tutti usiamo, che è il più incisivo”.  E confessa di credere che “la preghiera aiuti le forze del bene e abbia bisogno anche Dio di preghiere …penso che Papa Francesco ce l’abbia disegnato Dio e ce l’abbia mandato perché era quello di cui avevamo bisogno in questo momento”.

Chissà se racconterà all’inviato del Tg5 di essere ancora un grande sportivo, appassionato di calcio non solo come tifoso ma anche come “praticante”.  Chi lo conosce sa che non rinuncia alla sua partita domenicale che si allena con regolarità due volte a settimana e che ama la sua terra, l’Umbria con tutte le sue forze.

Nella lunga intervista di questa sera, ci saranno anche i contributi di chi Mogol lo ha conosciuto. Bobby Solo, ad esempio, svelerà che Mogol scrisse per lui la notissima canzone Una lacrima sul viso in soli venti minuti. L’anno successivo, invece, sempre Mogol, con l’altra canzone Se piangi, se ridi, gli consentì di vincere il Festival di Sanremo.



0 Replies to “Mogol, ovvero Giulio Rapetti, si racconta a Speciale Tg5”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*