Rocco Siffredi: ecco come ho spiegato ai miei figli il lavoro del papà


Intervista all'attore che è presente su La5 con il reality in cui racconta se stesso e la sua famiglia


 Per Rocco Siffredi mettersi a nudo non è mai stato un grande problema. Non lo era sui set dei film hard da lui interpretati, non lo è stato, a maggior ragione quando si era calato il costume in diretta dall’Isola dei Famosi. Ma questa volta al re del porno è stata richiesta una grande impresa: “buttar giù il mio personaggio e mostrare quel lato di me che difficilmente pendo pubblico”, racconta lo stesso protagonista di Casa Siffredi, il docu-reality che sembra quasi una sitcom in onda su La5 giovedì 17 marzo eccezionalmente in prima serata e dalla prossima settimana alle 22.

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Questa volta l’esemplare del maschio alfa si mostra per quello che è, accanto alla sua famiglia, per la prima volta tutta riunita su un set, tra lavoro e sentimenti: a costo di fare crollare un mito.

Che Rocco vedremo a Casa Siffredi?

Un Rocco inedito, sempre vestito.

Lei con gli abiti addosso? È difficile immaginarlo…

«L’ho promesso sull’Isola dei famosi: ho detto addio alle scene. E poi in questa docu-sitcom porto la mia famiglia, per la prima volta tutta riunita sul set: si tratta di un un vero e proprio ritratto di famiglia».

Ci racconta bene cosa sia Casa Siffredi?

«È un ritratto di famiglia, tra momenti privati con miei figli Lorenzo e Leonardo, con i quali condivido l’amore per lo sport, e scambi di battute con la mia dolce Rozsa, che è sempre molto presente anche nelle scelte legate a questioni professionali. All’inizio ero titubante, i miei figli non erano mai stati davanti alle telecamere. Ma loro mi hanno detto che se la sentivano e allora il progetto è partito. La mia condizione era che tutto fosse reale, a costo di far cadere anche il mio mito per qualche fans».

In questa nuova avventura professionale lei mette al centro, per la prima volta, la sua famiglia. E per la prima volta recita accanto ai suoi figli. Quanto è importante per lei la famiglia?

«Oggi, da zero a dieci, dico che la famiglia vince dieci a zero sul lavoro perché non potrei fare assolutamente a meno di loro. Un po’ di anni fa ero talmente preso dal mio mestiere che avrei detto 6 a 4».

rocco siffredi la5

Com’è la sua famiglia?

«Meravigliosa ma al tempo stesso normalissima, che vive le dinamiche di un classico nucleo familiare. La nostra struttura è tradizionale».

Un aggettivo che descriva voi quattro della Siffredi family?

«Rozsa e i ragazzi sono autentici, puri. Lei è una santa… santa Rozsa. E non potrebbe essere diversamente per stare con uno come me, il suo terzo bambino, quello più piccolo oltretutto. I miei figli sono dei bravissimi ragazzi, studiosi e sportivi, romantici e con tanti valori. E il merito è di mia moglie, una mamma eccezionale».

Manca lei?

«Io sono figlio di un mondo globale e dello spettacolo, con tanti compromessi nel lavoro. In casa non sono il massimo, ogni tanto provo ad aiutare ma non so nemmeno dove sono le forchette. Sono un gran disordinato. Ma sono simpatico, divertente. E soprattutto un bambinone… diciamo pure il terzo figlio, quello più piccolo, di Rozsa. Non so se questo sia una fortuna per lei…

Un momento che per lei sa di famiglia?

Rozsa accanto a me con i ragazzi, Lorenzo, che ha 19 anni, e Leonardo, 16. Non c’è niente di più bello e che sappia più di famiglia per me

Com’è la quotidianità in casa Siffredi?

«Molto bella per me, un po’ meno per mia moglie. Adoro stare a casa quando torno dal lavoro, mentre Rozsa vorrebbe fare altro. Ma è una persona così intelligente, paziente, matura e responsabile che capisce quanto sia dura per me stare sempre in giro e, quindi, mi asseconda. Comunque, lei ha una sua vita: esce con le amiche, ha un’attività, fa quello che le piace».

rocco siffredi

Un momento che le piace della sua vita in casa?

«Rozsa accanto a me con i nostri ragazzi, Lorenzo, che ha 19 anni, e Leonardo, di 16. Non c’è niente di più bello e che sappia più di famiglia per me».

Torniamo a Casa Siffredi. Nella sitcom c’è anche la Siffredi Hard Academy, nata per formare ragazzi e trovare il suo erede. Lo ha trovato?

«Assolutamente no. Dirò di più: uno dei ragazzi che ho selezionato se n’è andato il primo giorno, altri hanno deciso che il mondo del cinema hard non fa proprio per loro. L’ho detto: non è un gioco, ma un lavoro duro».

Come è nata l’idea?

«Era un’idea che avevo da anni per mostrare tutto il lavoro che c’è nell’industria del porno e l’investimento fisico e mentale che questa richiede».

Suo figlio Leonardo si è detto molto incuriosito dalla sua professione e starebbe meditando addirittura di prendere il suo posto? Cosa ne pensa?

«Se questa aspirazione gli venisse realmente da dentro, senza forzature e senza essere animato dalla ricerca di denaro e dalla voglia di popolarità a tutti i costi, lo aiuterei sicuramente a diventare il mio erede in questo mestiere. Se non fosse così, allora cercherei di farlo ragionare, facendogli capire che quella non è la strada giusta per lui».

Il sesso nella vostra famiglia non è mai stato un tabù. Come l’avete affrontato con i vostri figli?

«Se ne è sempre occupata mia moglie, è con lei che Lorenzo e Leonardo si sono sempre confrontati da ragazzini. anche se oggi, in effetti, lo fanno un po’ meno. Con me non si sono mai confidati. Ma va bene così. Io invece non ho mai parlato di sesso con i miei genitori. La prima volta che mi sono masturbato mia madre mi stava spiando. Però non mi ha detto niente. Il suo sguardo ha parlato per lei e sembrava dire “Figlio mio, ti stai facendo grande”».

Come ha spiegato a Lorenzo e a Leonardo il mestiere di papà?

«I miei figli hanno saputo quale fosse il mio mestiere crescendo accanto a noi senza ipocrisia o misteri. Ma non ho mai fatto vedere loro un mio film, voglio precisarlo».

Lei è un uomo senza tabù. Ma se uno dei due le avesse confidato di essere gay?

Qual è il problema? Sarebbero comunque i miei figli! Io sono per la loro felicità, quindi andrebbe bene qualsiasi cosa. Non ho pregiudizi nei confronti del sesso. L’amore sta diventando sempre più fluido, c’è sempre più una sessualità unica e tutto è normale, come è giusto che sia.

Isola16feb Siffredi

Oggi si parla tanto anche di utero in affitto e di adozione alle coppie gay. Lei cosa ne pensa?

Tra utero in affitto e adozioni gay scelgo la seconda, cosa che tra l’altro credo sarebbe positiva per tutti. Detto questo, sono per la massima libertà di chiunque.

Torniamo alla tv. L’esperienza sull’Isola dei Famosi l’aveva molto provata. È tornato cambiato da quell’avventura?

L’Isola è una esperienza introspettiva-surreale, una vera e propria terapia. La consiglierei a tutti quelli cui viene proposto di partire. L’ho detto anche a Simona Ventura: l’Isola è un’esperienza che devi provare, non te ne pentirai.

Un consiglio per i naufraghi dell’Isla Desnuda?

Innanzitutto è assolutamente necessario che si abituino al più presto a stare sempre nudi. Non pensare che basti togliere una mutanda per essere nudo, bisogna esser nudi di testa, ossia di pensiero: l’esibizione fine a se stessa è quanto di peggio esista nella vita. La naturalezza è tutto. E infine attenzione ai pidocchi di mare. Di notte meglio stare in acqua.



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