59° Zecchino d’oro la recensione


Riflessioni sulla 59esima edizione della kermesse canora per bambini condotta da Francesca Fialdini e Giovanni Caccamo.


 E’ tornato lo Zecchino d’oro unico programma a misura di bambino presente sulle reti di viale Mazzini. Struttura cambiata rispetto alla tradizione: una puntata a settimana fino al prossimo 10 dicembre con la conduzione di Francesca Fialdini e Giovanni Caccamo. Il primo appuntamento è andato in onda sabato 19 novembre alle 16,40.

 La verità è che non siamo più abituati ad assistere ad un sano e familiare intrattenimento con i bambini e per i bambini. Il pomeriggio di Rai 1 è costellato di cronaca nera, di cold case sui quali ci si accanisce nella descrizione dei particolari più efferati per suscitare voyeurismo e curiosità. Il pomeriggio della vecchia cara Tv dei ragazzi è sparito da tempo, risucchiato dalle nuove mode che fanno spazio a programmi come La vita in diretta e Pomeriggio 5.

Rivedere una festa con canzoni cantate da bambini, immergersi in un’atmosfera semplice e goliardica, è apparso quasi un sogno. Accade una volta ogni anno a novembre, quando Rai 1 si ricorda dello Zecchino d’oro che, giunto alla 59esima edizione, ha scritto pagine importanti nell’intrattenimento per ragazzi ed ha fatto conoscere personaggi come Mago Zurlì e Topo Gigio. Solo per citarne alcuni. Zurlì era il mago inventato da Cino Tortorella ideatore e primo conduttore della manifestazione.

Intanto questa edizione 2016 ha presentato alcune piacevoli novità: innanzitutto la conduzione affidata a Francesca Fialdini e Giovanni Caccamo. Due giovani provenienti da esperienze diverse che si sono ben amalgamati sul palcoscenico dell’Antoniano di Bologna ed hanno saputo dosare i tempi. Francesca Fialdini, in particolare, è apparsa completamente a suo agio, una presenza spigliata, fresca e familiare che ha contribuito a rendere gradevole l’atmosfera di festa. Da sottolineare anche l’abbigliamento sobrio e sportivo adatto ad un pomeriggio dedicato ai bambini.

Ambedue hanno accolto con spontaneità i bambini che si sono esibiti e gli ospiti. Per una volta abbiamo visto i cantanti adulti interpretare motivi per bambini e non viceversa come è sempre accaduto nei programmi che sfruttano le piccole ugole in prima serata a fini d’audience. Ascoltare Arisa cantare Il coccodrillo come fa riesce persino a riconciliare con il mondo della tv che tutto commercializza e fa diventare business.

Simpatica anche la presenza di Antonello Dose e Marco Presta. I due conduttori de Il ruggito del coniglio (Radio 2 dalle 8 alle 10 ogni mattina, dal lunedì al venerdì) erano in veste di presidenti di giuria. I loro interventi sono stati all’insegna di una goliardica familiarità che li ha avvicinati al mondo infantile rendendone gradevoli le battute.

Vorremmo lanciare un appello ad Andrea Fabiano direttore di Rai1: perchè non ripristinare, almeno una volta a settimana, un appuntamento dedicato alla fascia degli under 16? Potrebbe essere, ad esempio, collocato nella giornata del sabato pomeriggio al posto di tanti inutili talk show e contenitori basati su argomenti troppo spesso discutibili.



One Reply to “59° Zecchino d’oro la recensione”

  • Enza

    dopo tanti anni ho riguardato lo zecchino in compagnia di mia figlia di quasi 5 anni, che dopo un po’ si è stufata ed è ritornata a giocare con i suoi peluche. Trasmissione a misura di bambino? E dov’erano questi bambini? Io ho visto solo dei piccoli “mostri di perfezione” che si pavoneggiavano davanti alle telecamere con la stessa disinvoltura dei veterani della tv e che al posto della tenerezza, mi hanno suscitato solo una profonda antipatia. Un programma a mio avviso infarcito di ipocrisia e falsi valori e che alla fine trasmette il solito messaggio: chi non è abbastanza bello e brillante è praticamente fuori.

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