Zelig event la recensione


Riflessioni sulla prima puntata di Zelig event andata in onda su Canale 5 con la conduzione di Michelle Hunziker e Christian de Sica.


Zelig event ha riproposto lo schema delle edizioni del passato. Tanti comici, uno dopo l’altro, quasi tutti noti, quasi tutti consegnati alla popolarità proprio dalle edizioni del passato dello show comico. La prima delle quattro puntate ha confermato che gli autori non hanno voluto rinunciare alla tradizione e si sono limitati ad inserirvi solo qualche elemento nuovo, nel tentativo di modernizzare lo show.

 Hanno voluto, cioè, innestare nelle atmosfere comiche segmenti di varietà. Si sono visti, infatti, alcuni balletti con funzione di intermezzo tra un numero e l’altro. “Prima ballerina” di Zelig event la conduttrice Michelle Hunziker che presenta il programma accanto a Christian De Sica. La Hunziker ha gestito in maniera gradevole questi momenti coadiuvata anche da costumi ben curati. L’ex anchor woman di Striscia la notizia conosce bene i meccanismi dell’ironia dopo tanti anni alla corte di Antonio Ricci, ma spesso la sua goliardia è apparsa eccessiva ed il suo atteggiamento, a volte, evocava le sue tante conduzioni di Paperissima con qualche evidente spruzzata di infantilismo. Mentre l’ironia della Hunziker è, però, sempre di un certo livello, la comicità di Christian de Sica è spiccatamente più ridanciana e grossolana. Insieme i due sono due poli opposti che cercano di attrarsi per la buona riuscita dello show.

Le debolezze di Zelig, nelle ultime edizioni, sono prevalentemente due: il basso livello di creatività evidente nei monologhi e nelle battute dei comici e l’utilizzo di un linguaggio infarcito di doppi sensi a sfondo sessuale. Certamente non è semplice essere originali con continuità predefinita e per contratto. Ma almeno da questo appuntamento ci si attendeva un guizzo di originalità ed un impegno maggiore. 

Innanzitutto i protagonisti della comicità non sono riusciti, almeno nella prima puntata, ad intercettare i cambiamenti di una società in continua evoluzione. Ed è difficile, per il pubblico riconoscersi ed immedesimarsi nelle situazioni comiche rappresentate perchè sono sempre le stesse, ripetitive e ingabbiate in schemi che, per gli autori, appaiono consolidati. Non è possibile, ad esempio, che Ale e Franz, Maurizio Lastrico, Sconsolata (Anna Maria Barbera) Nuzzo e di Biase, Marta e Gianluca, solo per citare qualche nome, ripropongano pedissequamente una comicità dejà vu, ironizzino sempre sulle stesse situazioni senza accorgersi che sono avvenuti cambiamenti evidentissimi. 

Ci sono nuovi spunti su cui mettersi alla prova, esiste una variegata realtà che oltrepassa i confini di battute e contenuti fin troppo scontati. Persino Gioele Dix e Gene Gnocchi si sono ripetuti. La “follia” dell’originalità non è presente in Zelig event che, talvolta, mostra troppo elementi in comune con Colorado, parente comico lontano, ma non troppo.



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