Sanremo 2017 la recensione della terza serata


Riflessioni sulla terza serata della 67esima edizione del festival di Sanremo.

 La terza serata del Festival di Sanremo è tradizionalmente una sorta di spartiacque tra l’inizio e la fine della kermesse canora. Già dal giorno dopo venerdì, infatti, viene proclamato il vincitore della manifestazione nella sezione Nuove Proposte. L’appuntamento con le cover, interpretate dai Big in gara nella 67esima edizione della kermesse canora, ha deluso le aspettative della vigilia.

 Innanzitutto la calma piatta della sera precedente continuava ad aleggiare sul palcoscenico del teatro Ariston. “Carlo e Maria” (come vengono chiamati da Maurizio Crozza i due conduttori) dopo un inizio caloroso della loro “relazione professionale” sono apparsi come due coniugi entrati nella fase stanca del loro matrimonio. E’ stata una sensazione evanescente, impalpabile, ma presente. Quando la consuetudine diventa un’abitudine, la complicità e la corrispondenza d’amorosi sensi diminuiscono sensibilmente. Il periodo d’oro, la classica luna di miele tra i due padroni di casa, ha avuto una sterzata di cui forse neppure loro si sono accorti.

Maria de Filippi continua ad essere lady Mediaset e Carlo Conti Mister Rai, l’uomo di punta di viale Mazzini. La loro unione sul palcoscenico del teatro Ariston ha evocato un ipotetico matrimonio tra i giovani Montecchi e Capuleti. Chissà, probabilmente, privata dell’alone romantico e appassionato dell’amore shakesperiano, anche l’unione tra Romeo e Giulietta sarebbe diventata un’abitudine.

La rottura, impercettibile, dell’equilibro di coppia tra Carlo e Maria, è documentato da un piccolo particolare: quando Carlo Conti ha presentato, seduta tra il pubblico, una signora della veneranda età di 105 anni, la telecamera ha inquadrato la de Filippi rimasta sul palcoscenico che diceva: “ci parlo io con la signora”. Ma Carlo Conti non l’ha sentita ed ha continuato l’intervista alla ospite, dimenticando che questi momenti alla C’è posta per te avrebbero dovuto essere di totale competenza defilippiana.

Era accaduto in precedenza con una 92enne levatrice che ha fatto nascere ben 7642 bambini “accudita” sul palcoscenico dalla regina dei people show. Una regina che non ha mai dimenticato di appartenere a Mediaset, che ha più volte citato il suo editore Piersilvio Berlusconi e che, spesso, ha dato la sensazione di essere all’Ariston di Sanremo “per gentile concessione”.

Anche la serata cover di questa edizione festivaliera, ha perso il proprio fascino: la presenza di duetti e di interpretazioni in coppia avrebbe impresso più appeal alle esibizioni. In questo modo, il susseguirsi delle canzoni cantante singolarmente, non ha comunicato il fremito dell’originalità.

Completamente inutile il sia pur breve spazio dedicato alle signorine Delon e Belmondo: sono apparse un riempitivo come molti altri siparietti spettacolari. Significativa, invece, la presenza dell’Orchestra Reciclados di Cateura: uno dei pochi momenti emozionanti di una serata lunga e piena di interruzioni pubblicitarie.Neppure Luca e Paolo si sono dimostrati efficaci. La loro performance ha avuto la pretesa di affrontare tematiche importanti ma non è stata supportata da un testo incisivo. Decisamente out.

Poco, pochissimo convincente, anche la terza copertina di Maurizio Crozza. Fuori luogo la parodia di papa Francesco che parla dei contrasti nella Chiesa. Il comico ha cercato di arrampicarsi sugli specchi della serata cover. Ma quando non parla di politica non è nel suo ambiente naturale.



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