Sanremo 2017 recensione della quarta serata


Riflessioni critiche sulla quarta serata della 67esima edizione del festival di Sanremo in onda il 10 febbraio su Rai1.

Debole strutturalmente e privo di efficacia il monologo di Maurizio Crozza. Inutile, addirittura irritante la presenza di Marica Pellegrinelli per la quale si è cercato un ruolo solo perchè è la moglie di Eros Ramazzotti.E poi la credibile ma non perfetta parodia di Sandra Milo fatta da Virginia Raffaele, il “ritrovamento” di Beppe Vessicchio in prima fila, l’arrivo del Commissario Montalbano (al secolo Luca Zingaretti) che si mette pure a cantare. Tutto questo, e molto altro ancora, è accaduto nella quarta serata del festival di Sanremo 2017, andata in onda venerdì 10 febbraio su Rai1.

 Dopo aver dato spazio alle “facce da Sanremo” di Maria ed al portachiavi di Carlo, la serata è iniziata con l’esibizione dei giovani in gara tra i quali è risultato vincitore Lele ex tra gli Amici di Maria de Filippi. Significativo l’abbraccio di riconoscenza del giovane alla sua mentore subito dopo la vittoria.Un gesto più eloquente di fiumi di parole, per usare il titolo del brano portato alla vittoria 20 anni fa dai Jalisse, grandi assenti in questa manifestazione che ha celebrato tutto e più di tutto.

Con qualche minuto di anticipo, alle 22.01, è arrivato Maurizio Crozza in cartolina. Battute davvero poco incisive, persino scontate. In un evento importante come la gara di Sanremo, da un professionista come Maurizio Crozza ci si attendeva di più. Ed invece ecco i soliti riferimenti politici ed alla fine una banale provocazione: “è così bello vedere i denti finti delle facce di Sanremo che vien voglia di pagatre il canone: a Mediaset”. Non ha convinto neppure la parodia di Nando Pagnoncelli. Purtroppo, sera dopo sera la qualità, già discutibile all’esordio, è andata continuamente scemando.

Altra delusione è stata la parodia di Sandra Milo fatta da Virginia Raffaele. L’attrice e comica, tornata sul palcoscenico dell’Ariston ha utilizzato un frasario alquanto pecoreccio nei confronti della musa di Fellini, oggi ottantaquattrenne. Una caduta di stile per l’intelligenza acuta e incisiva di un’artista che ha affrontato troppo superficialmente il personaggio della Milo soffermandosi su un gossip deprimente e discutibile. Questo segmento si è concluso con un improbabile girotondo con il trio De Filippi-Carlo-Conti e la Raffaele nelle vesti di Sandra Milo.Anche la presenza degli ex “Piccoli fan” oramai cresciuti e invecchiati, si è rivelata un’idea fragilissima. Naturalmente il riferimento era alla nota trasmissione condotta dalla Milo negli anni ’80 su Rai2.

Presenza fissa di ogni Sanremo è Luca Zingaretti in promozione per il ritorno del Commissario Montalbano di cui è lo storico interprete. Sentirlo cantare, sia pur goliardicamente, è stato davvero un azzardo.

Inoltre: quest’anno sul palcoscenico dell’Ariston è imperversata la moda dello spacco inguinale inaugurato da Belen Rodriguez. Dopo Diletta Leotta, questa sera a prenderne il testimone è stata la signora Ramazzotti.

Unica emozione: la presenza di Gaetano Moscato, l’anziano signore che ha perso una gamba per salvare i due nipoti lo scorso 14 luglio durante la strage di Nizza. E’ arrivato sul palcoscenico con uno dei nipotini ed ha raccontato quei tragici momenti. Ma è durato pochissimo. Le facce da festival hanno subito ripreso il sopravvento.

Infine: l’uscita dalla finale di quattro Big come Gigi D’Alessio, Al Bano, Ron e Giusy Ferreri, dimostra che il festival è diventato una sorta di talent, succursale di Amici.



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