Dov’è Mario, la prima puntata


La prima puntata dell'attesa serie di Sky che segna il ritorno di Corrado Guzzanti sul piccolo schermo

Chiamatelo Mario, ma ancora per poco: Bizio incombe sempre di più.
Il personaggio che Corrado Guzzanti ha portato questa sera sul piccolo schermo ha trascorso una vita nel ruolo di Mario Bambea: per 55 lunghi anni, ha assunto un’identità da intellettuale che ne appagasse l’ego. Ma qualcosa si è inceppato: lo maltratta un ascoltatore in radio, lo trascura una moglie che tira fuori stereotipi sugli uomini che non ascoltano quando, invece, è lei a non essere in grado di ascoltare il marito, un uomo in preda a una vera e propria crisi di identità.

Mario Bambea non sa davvero più chi è: la sua auto si è schiantata sull’autostrada, rovesciando sull’asfalto tutti i libri invenduti nascosti nel bagagliaio. È così che tutto ha inizio: l’intellettuale, premio Strega dalla cui opera ha tratto un film Veltroni, la notte scende in strada, la attraversa e si ritrova all’Odeon.

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Laddove Stevenson muoveva il suo Edward Hyde nell’oscurità delle vie londinesi, in Dov’è Mario, il teatro di crimini efferati è un teatro nel senso proprio del termine: un abisso infernale dove si esibiscono comici di infima lega. Bizio Capoccetti parla di parcheggi ad Ostia, sfoggia il “non sono razzista ma”, si lascia andare a trivialità linguistiche di ogni genere, fino a quando la badante non irrompe in scena per riportarlo a letto. Lei è Dragomira, che vanta in curriculum un’esperienza da badante a Paolo Mieli.

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Di giorno Bambea viene messo in guardia dai suoi pari, che gli dicono che “Masterchef è un format della massoneria atlantica”; quando cala il buio sale sul palco per prendersela con i rumeni e gli intellettuali, che rincretiniscono il pubblico perché parlano difficile. Di colpo, Mario non esiste più: scompare la erre moscia che ricorda l’imitazione di Tremonti, non c’è la parrucca che lo rende fisicamente simile a Sgarbi. Bizio si è palesato: lui però, nemmeno se ne accorge, anche se ogni tanto l’inconscio gli si para davanti indossando il giubbino di similpelle di Bizio.

dovè mario bizio2

È l’evoluzione del Nando Martellone di Boris: un comico a cui basta pronunciare qualche volgarità per suscitare le risate di spettatori dalle aspettative poco pretenziose. Il sottobosco dei locali romani: chiunque abbia assistito a uno spettacolo di una qualsiasi rassegna comica nella capitale, non può non riconoscersi nelle immagini della serie. Ma non può nemmeno non cogliere i riferimenti alle scalette di certi show televisivi: quando Bambea cambia canale alla tv, i comici in video ricordano esattamente quelli di Made in Sud e Colorado. Intanto, si fa strada un elemento mistery: lo sdoppiamento di personalità, che acquisirà maggior importanza nei prossimi episodi. Solo dal prossimo appuntamento infatti, il protagonista si renderà conto che gli sta accadendo qualcosa di strano.

dovè mario bambea

Mario Bambea e Bizio Capoccetti sono due volti del paese: da un lato un’intelligenzia che si crogiola nella sua superiorità intellettuale, dall’altra un pubblico completamente avulso a quel linguaggio e quei codici per pochi.
Tanti i cammei visti nella prima puntata: Enrico Mentana, Marco Travaglio, Michele Santoro, Giovanni Floris. Infine, Saverio Raimondo, l’originale Fabrizio Capoccetti: colui a cui Bambea ha rubato nome e cognome per esibirsi.



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