Scomparsa: la recensione della serie tv di Canale 5


Riflessioni sulla nuova serie in onda su Canale 5 con al centro una adolescente scomparsa


Ancora misteri, atmosfere cupe, adolescenti che scompaiono, segreti di famiglia portati prepotentemente alla luce. Questa in sintesi è la prima impressione avuta della nuova serie di Canale 5 dal titolo Scomparsa. Ne sono andate in onda due puntate, ma non è cambiato nulla nella seconda, per quanto riguarda l’impianto della fiction realizzata dalla France 2 e ispirata alla serie spagnola dal titolo “Desaparecida“.

Ancora una volta al centro della storia c’è ragazza scomparsa, una diciassettenne che improvvisamente la sera del suo compleanno, fa perdere le sue tracce. Un tema già sfruttato abbondantemente in molte serie anche spagnole. Basta ricordare ad esempio la prima stagione de “Il sospetto” andata in onda lo scorso anno su Canale 5. Il racconto iniziava con la scomparsa di una bambina di circa 11 anni nel giorno della sua prima comunione.

La scomparsa di un protagonista serve in tutte le fiction finora andate in onda, come pretesto per indagare nei profondi meandri della famiglia. Una famiglia solo apparentemente normale, che nasconde tra i suoi membri segreti spesso inconfessati, odi repressi, passioni inesplose che rischiano di portare alla deriva non solo chi le vive ma anche tutti coloro che vi stanno intorno. La rappresentazione di una famiglia in questi termini è assolutamente deleteria. E “Scomparsa” non fa eccezioni.scomparsa disparue canale 5 cast

La protagonista Lea Morell (Camille Razat), ha solo 17 anni ma riesce con il suo allontanamento da casa a portare involontariamente alla luce eventi e fatti del passato familiare fino ad allora mai neanche immaginati. Tutto intorno ruotano le indagini da parte del commissariato locale di polizia. Ad occuparsi in particolare di ritrovare la ragazza è il commissario Bertrand Molina (Francois Xavier Demaison), che unisce l’aspetto professionale ad una notevole umanità. E questa è un’altra caratteristica di molte serie: affiancare al marcio che spesso si trova nelle famiglie, un personaggio buono, affabile, con una grande predisposizione a comprendere la tragedia umana. E tutto questo perché sono stati loro stessi a vivere in prima persona drammi che hanno toccato profondamente il loro vissuto ed hanno provocato una sterzata positiva.

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In alcuni momenti è sembrato che la nuova serie ripercorresse pedissequamente atmosfere già viste, personaggi costruiti a tavolino. Soprattutto vi si nota una sostanziale divisione tra “il bene e il male”. I personaggi cioè, almeno nelle puntat2 viste, sembrano inquadrarsi in questi due schemi precisi: i buoni e i cattivi. Una classificazione che probabilmente potrà anche preludere ad un futuro differente per i protagonisti delle vicende raccontate.

Un’ultima considerazione va fatta su Lea. Dalle ultime indagini svolte dal commissario Bertrand Molina, non sembra poi essere la brava ragazza, figlia di buona famiglia che apparentemente sembrava.

La prima puntata ha raccolto 2199000 spettatori con share del 12,07%.

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