La mafia uccide solo d’estate, parla Francesco Scianna (Video)


La mafia uccide solo d'estate, la serie arriva su Rai 1. Intervista a Francesco Scianna


 Dopo il grande successo al cinema, il film “La mafia uccide solo d’estate” diventa una serie tv e arriva sul piccolo schermo da lunedì 21 novembre, su Rai 1, per sei puntate. Pif ha lasciato la regia a Luca Ribuoli mentre lo ritroveremo come voce narrante della storia. Nel cast: Claudio Gioè, Valentina D’Agostino, Anna Foglietta, Nino Frassica e Francesco Scianna, nei panni di Massimo, lo zio di Salvatore, il classico maneggione che non ha paura di scendere a compromessi.

Ne abbiamo parlato con Francesco Scianna.

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Ispirata all’omonimo film del regista palermitano la serie racconta la storia di una famiglia nella Palermo degli anni Settanta che tra tragedia e commedia ci mostra il fenomeno mafioso di quegli anni e le reazioni dei palermitani. Della famiglia fa parte Massimo, lo zio di Salvatore, l’unico a non preoccuparsi di mafia e convinto che a Palermo si muoia solo per le femmine. “Massimo è un personaggio dalle mille sfaccettature – così lo descrive l’attore – un uomo che crede di conoscere la vita e vorrebbe spiegarla al nipote andando anche contro la figura del padre (Claudio Gioè), troppo pulito per lui e poco uomo di strada”, proprio per il suo atteggiamento superficiale Massimo ad un certo punto verrà inserito nel mondo mafioso ed in maniera comica cercherà di sopravvivere.   

Scianna, da palermitano, ha vissuto in prima persona gli anni delle stragi mafiose: “Sono stato testimone della morte di Borsellino, io abitavo li vicino quindi tutti abbiamo sentito l’esplosione poi il magistrato Ingroia è stato trasferito nel mio palazzo con la scorta quindi attorno a me c’era sempre un clima teso. Sono eventi che mi hanno traumatizzato ma grazie alla famiglia e alla scuola che mi hanno guidato nel modo giusto ho iniziato a conoscere la mafia”. 

La serie, come il film, cerca di raccontare la mafia con ironia. Lo stesso Pif, durante la conferenza stampa di presentazione della serie ha sottolineato: “La vittoria più grande è far arrivare la serie nelle case delle persone e dei mafiosi che si sentiranno presi in giro, proprio loro che non hanno senso dell’umorismo e vogliono sempre mostrarsi forti”. 

Per Scianna l’intuizione e la forza del film e della serie è nel linguaggio grottesco: “un’ironia sapiente e tagliente, in questo modo le figure non rischiano di essere attraenti ma quasi vengono disintegrate e la formula diventa molto più efficace”

Per ora ritroveremo Scianna anche a teatro con Ambra Angiolini in Tradimenti, “Sarò l’amante della moglie del mio migliore amico e combinerò un vero casino”.

Per conoscere i dettagli vi lasciamo alla nostra video intervista integrale.

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