RomaFictionFest 2016 Radici parlano i due protagonisti


È stata presentata il giorno 8 dicembre all'interno della RomaFictionFest la serie "Radici" remake della serie omonima andata in onda nel 1977. Le 4 puntate di cui si compone la serie andranno in onda su History (canale 407 di Sky) a partire dal 16 dicembre alle ore 21:00.


È stata presentata il giorno 8 dicembre all’interno della RomaFictionFest la serie “Radici“titolo originale “Roots” remake della serie omonima andata in onda nel 1977. Le 4 puntate di cui si compone la serie andranno in onda su History (canale 407 di Sky) a partire dal 16 dicembre alle ore 21:00.

Nel ruolo del protagonista Kunta Kinte, nella prima serie c’era l’attore LeVar Burton che è il produttore esecutivo del remake. Ad interpretare il Kunta Kinte del 2016 c’è il giovane inglese Malachi Kirby.

I due attori erano presenti al RomaFictionFest ed hanno parlato, rispettivamente, di quanto abbia significato per loro la produzione e l’interpretazione della nuova versione di “Radici“. 

 “40 anni di successo, un tempo enorme per una serie televisiva. Ma il gradimento di pubblico è da attribuire alle tematiche affrontate 40 anni fa che sono purtroppo ancora attuali oggi. Radici affronta argomenti universali, l’idea di libertà, giustizia e famiglia è presente in ogni nazione ed è di grande importanza per chiunque si definisca un essere umano” sottolinea LeVar Burton.

L’attore continua: “abbiamo voluto realizzare questa nuova versione di Radici per far conoscere alle nuove generazioni il dramma del razzismo, della schiavitù e della mancanza di libertà. Certo sappiamo benissimo che negli Stati Uniti le tensioni sono ancora molto alte nonostante la presidenza di Barack Obama. Ma lui ha fatto quel che poteva e di più non era possibile perché l’America è l’America“.malachy kirby radici

I due protagonisti anticipano anche, per quanto riguarda gli ascolti, che non ci sono aspettative. É naturalmente impossibile raggiungere le cifre di 40 anni fa.

Il giovane attore inglese Malachi Kirby dice: “io ho visto più volte la versione originale ma ho deciso di non volermi ancorare a quegli schemi. Nel corso delle riprese ogni giorno per me è stata una sfida. Inizialmente infatti credevo di non essere all’altezza di questo ruolo. Poi ho pregato molto ed ho capito che la storia da raccontare non era la mia storia, ma una vicenda che interessa tutti indifferentemente bianchi o neri che siano. Insomma la storia di Kunta Kinte è una storia di aspirazione alla libertà“.

LeVar Burton riprende: “questa sera è molto più dettagliata della prima dal punto di vista storico. Siamo andati a girare in Africa, in luoghi nei quali non ci eravamo recati 40 anni fa. E alcune differenze con la prima serie si trovano proprio nell’ambientazione. Ad esempio il villaggio dove viveva Kunta Kinte era molto più piccolo di quello che abbiamo realizzato per il remake della serie“. {module Pubblicità dentro articolo}

LeVar Burton svela di essere stato sempre molto vicino al suo collega Malachi Kirby, soprattutto nelle scene più difficili come ad esempio quella in cui Kunta Kinte viene frustato a sangue. E lo stesso Kirby svela di aver sofferto molto per la realizzazione di queste immagini.

Se provate a chiedere a Burton quando finalmente il mondo sarà libero dalla schiavitù, lo sentirete rispondere “spero nel minor tempo possibile“, ma subito dopo sottolinea che oggi esistono forme di schiavitù molto più perfide e subdole. Una di queste ad esempio potrebbe essere la schiavitù dai social network.



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