When we rise serie in anteprima mondiale al RomaFictionFest


Proiettata in anteprima mondiale al Roma Fiction Fest la prima puntata di When we rise

La decima edizione del Roma Fiction Fest ha calato l’asso nella manica dell’edizione 2016: la prima puntata della serie When we rise. Due sale piene e applausi scroscianti alla fine per lo sceneggiatore Dustin Lance Black, già premio Oscar per Milk. Alla regia Gus Van Sant, che pure aveva diretto il film intepretato da Sean Penn.

Prodotta dalla Abc, composta da sette puntate  When we rise è stata proiettata in anteprima mondiale. E non poteva che essere Roma la città da cui tutto parte: un po’ perché una dei protagonisti si chiama proprio come la capitale, un po’ perché secondo l’autore “nessun’altra città può comprendere tanto bene il concetto di famiglia come Roma” e dunque l’Italia tutta.

La serie ripercorre le lotte civili negli Stati Uniti: i movimenti per l’emancipazione femminile, quelli contro le persecuzioni razziali, le proteste per i diritti lavorativi, la parità a dispetto dell’orientamento sessuale. Tutte istanze che si uniscono nelle storie di Roma, Cleve e Ken: ciascuno con un passato diverso alle spalle, ma tutti accumunati da un’omosessualità nascosta. Ken perché è un marine, Roma perché  fatica a realizzare di provare attrazione per le donne; Cleve invece, il più giovane, perché la città di San Francisco non si dimostra così tollerante come gli avevano detto.

when we rise cleve
Ricorrendo ad immagini reali di repertorio, When we rise racconta le lotte per l’uguaglianza: la presa di coscienza che la storia, un giorno, avrebbe chiesto conto di una ribellione mancata. Così, anziché fuggire altrove, inizia il cammino per la creazione di un movimento che unisca. Non senza lottare contro gli stereotipi che, al loro interno, hanno quegli stessi gruppi che vogliono superare la diseguaglianza: le femministe che considerano tutti gli uomini nemici, ad esempio. Oppure gli stessi rappresentanti gay che discriminano l’apparenza di chi, come Cleve, porta i capelli lunghi. O ancora, la comunità nera di Ken che, pur subendo soprusi continui, addita gli omosessuali.

when we rise roma

È un’America che non accetta la complessità sociale, quella di When we rise. I protagonisti dovranno battersi per rendere il paese in cui sono nati il luogo in cui vorrebbero vivere: anziché cercarlo ad Amsterdam, in Asia, dove alle persone non interessa niente degli affari altrui, o in un villaggio africano in cui le donne si tengono per mano. Cleve, Roma e Ken capiscono che non è più il momento di fuggire, nonostante il prezzo da pagare siano discriminazioni quotidiane e pestaggi avallati dalle istituzioni. La miccia che innesca il meccanismo è una copertina di Life: le foto che hanno segnato il 1971. Una stessa copertina che finisce nelle mani di Cleve, Roma e Ken: tra le foto infatti, vi sono quelle di una ribellione omosessuale alla polizia. Da lì tutto inizia, attraversando l’attivismo politico di Harvey Milk: il resto della storia lo vedremo nel 2017.



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